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RACCONTI
Nuovo carcere Paradiso
di Daniele Golinelli
dal di dentro
Introduzione >>>
DANIELE
Ciao mamma Elena, quello che oggi sento non sono più luci spente dentro di me, ma un soffio di vita che mi circonda e mi rende felice e per questo riesco ad interpretare la stessa vita, osservandola da un angolo del cielo ora assolato; ho capito che per aspettare l’alba, deve passare la notte. Io da sempre in bilico in questa mia nuova vita a cui vado incontro, tappezzando le pareti di fotografie, le quali mi rendono la consapevolezza che sono stato, che ho vissuto anni splendidi, circondato da tanto amore che ho lasciato per la strada; è presente solo il mio corpo e non la mia mente, costantemente come un volo di aliante plana in distese di verdi praterie. Voglio ritornare a vivere in un sogno, perdermi davanti ai loro sorrisi e di nuovo come un bambino, emozionarmi in una carezza, in un bacio, in una parola che racchiude una vita insieme e poi in una canzone, mentre cerco uno sguardo che mi dica di si, per amore. Non si può descrivere la sensazione che mi ha invaso il corpo, quando dopo poco più di un anno, ho riascoltato una canzone, anzi quella canzone, che poi ho cantato qui, insieme agli altri, ignari di quello che rappresentava nel mio intimo. Non si può descrivere quello che si prova nel ritrovare un oggetto regalato per affetto, il quale sostava assonnato nel mio studio e adesso è di nuovo accanto a me. Non si può descrivere quello che si prova, passando in un momento, dalla luce al buio e in quell’istante solo, con tutto il mondo contro, in quel passaggio come dentro a una galleria, che ti vede rincorrere con la fantasia un treno che non si può fermare. Adesso mi rivedo se chiudo gli occhi e conto fino a dieci, sopra un treno che dal mare mi riportava a casa e di una ragazza che raccoglie frutti dagli alberi, nei campi adiacenti e poi la mia figura ferma davanti a lei, mentre lancia ridendo, all’interno del finestrino abbassato, serie di perché poi sorridendo complice e il dispiacere di riprendere il cammino pensando non la rivedrò mai più. Ed ecco, è qui l’attimo fuggente, la felicità di potere vivere ad assaporare momenti regalati dal destino. E per questo capire che poteva essere lei la donna da tenere per mano lungo il viale che porta al tramonto, fino con il passare delle stagioni a ritrovarci coi capelli bianchi. Ma non era il momento di questa storia al fine di evitare tempo e di un tempo che diventa amore. Quante ragazze hanno intercettato il mio pensiero, la mia vera essenza non costituita di superficialità, intercettata in uno sguardo di una hostess, nel cielo sopra le nuvole e sempre più vicino a Dio. Una notte osservavo dal finestrino punti luminosi spostarsi laggiù e poi all’interno di una rivista, come se fosse il mio cuore, a scrivere per descrivere, ciò che provavo. Uno sguardo che mi ha messo a nudo, mi ha spogliato, ed ecco il destino pronunciarsi in quell’invito ricevuto, intercettato nello spazio assiderale. Io solitamente estroverso e loquace ma nell’occasione come uno che tace appagato nel solo tuffarmi dentro ai suoi occhi, pago nell’avere conquistato un’essenza femminile di una bellezza esteriore da fare quasi male. Quante volte si arriva un attimo dopo ad un possibile incontro, quante volte si vede una schiena allontanarsi mentre vorresti dire io sono qui e che bastava magari un cenno, un saluto, un semplice ciao, per alimentare un nuovo entusiasmo. Ed ecco anche la mente è ritornata in questo presente ed i miei occhi si appannano e non scorgo più i colori di quelle fotografie d’un tempo, non scorgo più una lei che mi abbraccia felice. Intravedo il tempo di quel vento che mi accompagnerà di nuovo, un giorno ritornerò a camminare mano nella mano e sarà davanti al mare.
CHIARA
Ciao Daniele, mi chiamo Chiara e sono una conoscente di mamma Elena. In verità ho avuto il piacere di conoscerla pochissimo tempo fa’…sai sono appena tornata a Venezia… a casa… dopo varie vicissitudini di cui avremo modo di parlare più avanti. Tornando a noi, mamma Elena mi ha fatto leggere alcune tue lettere, parlato vagamente di te…e hai colpito profondamente la mia curiosità. I tuoi scritti sono vere e proprie opere d’arte…fattelo dire da una, che viene definita ARTISTOIDE!!!... e me ne vanto! Io dipingo, scolpisco, faccio tatuaggi e… scrivo… esprimo così i miei sentimenti, le mie paure e le mie disperazioni… così come fai tu… siamo, penso io, simili e contrari… tu sei chiuso, ma hai il cuore libero, mentre io sono libera, ma ho il cuore in gabbia. So che mamma Elena ti ha spedito due fogli: uno è una locandina di una mia mostra pittorica e l’altro è la fotografia di un bassorilievo che ho donato alla chiesa del carcere dove è rinchiuso il mio compagno. So che ti piace il mare…seguendo il mio istinto, con questa lettera ti mando due fotografie che credo, spero ti piaceranno… o no? Ti conosco poco…ho chiesto a mamma Elena come tu stia… lì… ma lei non mi ha voluto dire niente, mi ha detto solo: “te lo dirà lui, sono sicura che vi scriverete molto”… mi piacerebbe conoscere la tua storia… come mi piacerebbe condividere con te le mie peripezie. E’ come se sentissi in cuor mio, di fidarmi incondizionatamente e sfogarmi con te, mio nuovo amico e confidente… sei disposto ad essere mio amico?...ne sarei orgogliosa… sai… stasera sono triste…Ogni tanto mi sento debole e impotente di fronte ala cattiveria e all’ignoranza di certe persone infime… è così difficile essere comprensivi con certe carogne della società, che cercano di fare sempre i prepotenti… e a volte mi stanco e reagisco male…sono una tipa che non si fa mettere i piedi in testa… e poi da sola mi dispero… proprio non comprendo che gusto ci sia ad essere malvagi. E poi non capisco perché i cattivi veri e propri non siano chiusi, mentre in galera ci sono disperati e persone ingenuamente incastrate…a volte mi prende un gran mal di testa…penso troppo e non riesco a trovare le risposte che cerco…e piango lacrime che sembrano di fuoco da quanto bruciano e segnano la pelle… a volte mi domando quando arriverà l’agognata apocalisse… che rimetterà tutto in ordine, per ricominciare una nuova esistenza… senza tutta questa malignità. Grazie per avermi ascoltato…un bacio Chiara.
DANIELE
…Ma in verità cosa è di più entusiasmante quando…si ricevono pensieri ed emozioni da una persona che non pensavi esistesse? Cosa c’è di più entusiasmante nello scorrere con lo sguardo la calligrafia aggraziata e femminile rappresentata su di una busta, avvolta di mistero? …Welcome in my life!... dolce Chiara è tanto che aspettavo un’amica con la quale riuscire a condividere, tra l’altro la sensibilità che ci appartiene. Il gesto espresso attraverso la tua lettera è impagabile, come è impagabile il valore che rappresenta per me. Che fantastica storia è la vita…quando credevo che fosse assopita…sei arrivata tu!...con il tuo mondo diverso dal mio, ma lo stesso pieno di sentimento, con le onde del tuo scrivere emozioni ed anche illusioni, in segno di amicizia. Guardando le tue foto i miei occhi si sono persi in quel mare oscurato da nuvole grigie che di sovente avvolgono anche la vita stessa, limitandone la visuale e forse l’azione più reale. Grazie per l’inatteso regalo! E’ di nuovo quasi sera e mentre osservo i colori sempre più tenui di un tramonto, in un sole non più invadente, comprendo, tra le mani le tue riflessioni, che vorrei in amicizia prenderti sottobraccio… e ritrovarsi insieme a te in una passeggiata in riva al mare. E poi accovacciati distanti, ma non con il pensiero, alla brezza marina a raccontarsi tutta la notte sotto le stelle, per poi farsi travolgere dall’aurora nei suoi colori là sullo sfondo, là dove finisce il mare e incomincia ad albeggiare, per poi pensare che sia un dono, in quanto si è consapevoli, che non con tutte le persone, puoi provare queste sensazioni. Ti racconterei di me e certamente vorrei stare ad ascoltarti al fine di potere assimilare il tuo modo di pensare e di interpretare la vita. Osservando l’espressione dei tuoi occhi, parlerei in un’esposizione garbata e introspettiva di quello che rappresenta il destino che ci accompagna da quando siamo venuti al mondo. Tutto è in funzione di qualcosa, niente è per caso. A volte gli avvenimenti sembrano insignificanti, ma racchiudono una logica, la quale è difficile a volte fin da subito riuscire a capirne il senso. Ma poi con il tempo, perché il tempo è una costante fondamentale, si riesce a individuare il valore effettivo delle situazioni. Il tempo è galantuomo, con il suo trascorrere si comprende la buonafede dall’esatto contrario delle persone. Ho un modo particolare di interpretare o meglio di analizzare il comportamento delle persone e questo non lo ricerco facendomi condizionare da fatti appariscenti. Al contrario, cerco di individuare le piccole sfumature, come per esempio in compagnia di amici o di colleghi, all’interno di un bar per un semplice caffè e ci sarà sempre chi cercherà di defilarsi al fine di non offrire la consumazione. Quella persona sarà sempre vista come una persona fondamentalmente non positiva. Esempio banale ma spero efficace. Adesso provo la necessità di analizzare il gesto più importante da te attuato, ed è riconducibile all’invio di quelle due splendide foto. Sono rimasto veramente colpito e se stessimo giocando alla battaglia navale… ti direi… affondato! Ho apprezzato immensamente la volontà da parte tua di regalarmi un raggio di felicità e per questo hai deciso di spossessarti di ricordi visivi, come per me il tuo gesto è diventato ricordo indelebile. Sono una persona leale e corretta e per questo spreco energia nel contrastare chi non lo è, chi vorrebbe imporre volontà mendaci, anche utilizzando una sottile violenza psicologica più o meno evidente. Prima di perdere la libertà mi sono impegnato in tante attività, le quali a fasi alterne hanno creato il presupposto della felicità. Ed è stato nell’intraprendere e interpretare un viaggio o nell’idealizzare la condivisione di una convivenza. Ho avuto la fortuna di conoscere tantissime persone, oltre per lavoro, anche per hobby, nel lavorare per esempio in un’ emittente radiofonica della mia città, cioè Bologna. Non condivido il concetto che limita di conseguenza l’applicarsi in un’attività del dopolavoro, la quale perdura per una vita intera. Sposo in antitesi la teoria che riconduce alla volontà di variare esperienze, al fine di partecipare a emozioni e conoscenze, delle più varie. Il dialogo è un aspetto fondamentale ed è quello che caratterizza l’essere umano, attraverso l’uso della parola ci si comprende, ci si ama e purtroppo ci si odia anche. La stessa parola, associata a un gesto che può essere una carezza, può entrare nell’intimo di una persona. La stessa parola, associata a un gesto che può essere uno schiaffo, può sconfinare in un degrado interiore. Dolce Chiara, mi fa piacere pensare che hai riposto la tua fiducia in me e per questo, farò di tutto per meritarmela e per alimentarla, lettera dopo lettera mi troverai sempre pronto ad ascoltarti e a porgerti una spalla nei momenti di tristezza. Provo la necessità di ricambiare in qualche modo il tuo gesto nobile…nella mia situazione mi è difficile attuare ciò che vorrei, comunque spero che ti sia gradito, il simbolo con il quale ti consegno questa riflessione: “Oceano è ogni goccia quando raggiunge l’oceano e così il mio pensiero diventa te, quando raggiunge la tua amicizia”… il colore rosso della rosa disegnata, non è in verità consono alla nostra amicizia e per questo chiedo venia…ma del resto se la rosa non è rossa…non è rosa! E mentre lo sguardo sale verso il tetto della notte, mi piace pensare che possa passare anche davanti alla tua finestra e consegnarti questi pensieri disordinati e la voglia di seguirne la scia. Ti ho raccontato in sintesi l’inizio di una piccola parte di me, come la prefazione di un libro, che con amicizia potrai continuare a leggere e attraverso i tuoi ideali ed esperienze, ampliarlo di un nuovo capitolo: il tuo.
CHIARA
Oggi il postino mi ha consegnato tanta posta, le classiche bollette, pubblicità, la lettera del mio compagno, ed una busta “anonima” ma conosciuta...lo sapevo, la sentivo tua…meravigliosa. Oggi non mi sono fermata un attimo, in verità è da tempo che cerco di non fermarmi…nella sosta si risvegliano tanti pensieri…ricordi dolorosi, angosce e dubbi, quindi corro, fuggo dalle mie paure, dalla disperazione che, come un lupo affamato brama di sfamarsi con le sue debolezze. E’ dura mio caro Daniele, cercare di essere se stessi, di amare…in un mondo così crudele ed ignorante. Le tue riflessioni mi commuovono di gioia…esiste qualcuno che “ragiona” alla mia stessa maniera … che non vede le persone… le osserva, che intuisce la flebile linea divisoria tra il bene e il male, senza scindere le due unità che, per esistere, hanno bisogno l’una dell’altra…ma io non riesco più a sopportare la cattiveria… mi contamina e mi mangia come un tumore. Sono come una cartina tornasole…a seconda di chi mi trovo accanto cambio, sia mentalmente che fisicamente, sento la mia trasformazione. Cerco di restare il più lontano possibile da persone negative. Divago, mentre vorrei rileggere con più attenzione ogni tua parola, ma sento anche il bisogno di continuare a scriverti, farti partecipe della mia oceanica confusione mentale. Eppure nulla mi manca…un tetto mi ripara dai capricci del tempo, il mio compagno dice di amarmi, ora che è in galera. Ho due cagnoline stupende che mi fanno compagnia…sono sana e forte, ma…sempre si svela un ma…secondo te esiste la felicità? O dobbiamo sempre e solo accontentarci di quei fugaci istanti di assaggio che ci fa gustare il destino? Crediamo entrambi nel destino…io credo fermamente in Dio, ogni momento mi dà prova della sua esistenza. Tutto accade secondo un preciso ordine. Eppure…io credo che, ogni tanto, salti qualche ingranaggio e ciò provoca dolore e sofferenza. E quante volte mi guardo allo specchio...mi chiedo chi sono? Cosa sono? Qual è il mio destino? Vorrei capire…solo comprendere me stessa, qual è il mio ruolo nel mondo? Mio caro Daniele…mentre scrivo, rifletto…lascio che il mio senso di impotenza esca da me, attraverso lacrime salate e ardenti di rabbia repressa. Leggo a tratti la tua lettera…in cuor mio sento che tu mi sei veramente vicino più di quanto pensi. Cerchiamo scrupolosamente di capire e aiutare gli altri e lasciamo naufragare noi stessi. Piango di gioia…piango di dolore e sorrido, mentre leggo i tuoi pensieri. Mi hai posto tre domande, che sembrano semplici, a cui cercherò di rispondere in maniera esauriente, anche se io stessa mi perdo in due dei tre quesiti che mi hai posto. Intanto rispondo alla più “facile”, per modo di dire, nel silenzio di questa notte cristallina. Dicono che io sia…sensitiva. Io dico a te che sento, il mio istinto vince sempre sulla razionalità…conosci “Cassandra?”. Penso di essere la sua ennesima reincarnazione. Io dico, le persone non mi ascoltano, accadono i fatti e le persone si scusano dicendomi che avevo ragione …Cosa mi ha colpito di te? La tua invisibile presenza nella mia vita, fin quando non ti sei concretizzato, tramite le tue lettere, in casa di mamma Elena. Cosa ha alimentato la mia curiosità? Tutto e niente, il desiderio forte di non essere sola…che c’è qualcuno che “ragiona” appunto come me e quel qualcuno sei tu…che scrivi in questa maniera così affine alla mia… nel modo in cui descrivi le varie situazioni e cerchi il particolare nella totalità. Sconosciuti ci comprendiamo come fossimo la medesima cellula. Perché ho il cuore in gabbia? Sono infiniti i motivi…il mio cuore è come un colibrì intrappolato in una voliera, dove in un punto, c’è una piccola fessura da cui potrà uscire…e il colibrì sbatte incessantemente per cercare la via di uscita. Dicono che non sono normale. Dicono che Dio mi ha creata sana di corpo, ma tarata di cervello. Mio padre dice che sono un’artistoide...ma non accetta che io dica che sono matta! Eppure questa è la verità…mi piace la parola… MATTA…anche scritta in stampatello suona così affettuosamente dolce…piuttosto che depressa o personalità “borderline” o altre menate…”psicofreniche”!!! Sono matta…punto e a capo! Ed ecco che torniamo al principio, mi sento il cuore in gabbia…non riesco a far comprendere il mio essere a chi amo…forse tu, mio buon Daniele…si tu mi puoi capire…ma, invece, mio padre è cieco e ha paura di vedermi realmente e capire, forse impazzirebbe pure lui.
Il mio compagno è troppo preso da se stesso. Sai…mi fai bene…scrivendoti riesco, pian pianino, a sbrogliare i nodi che crucciano i miei pensieri. Se mai troverò il codice d’accesso per liberare il mio cuore…penso che sarai il primo a saperlo…mio caro e unico amico. Per ora buonanotte Daniele e specialmente grazie…le rose rosse “baccarat”…sono le mie preferite!
DANIELE
E’ da qui che vedo la parte migliore della vita, osservando le colline intagliate al contrasto di colori da un campanile, il quale annuncia regolarmente con un suono flebile il tempo che scorre. E’ quasi sera e schiere di nuvole passeggere, corrono svelte ai miei occhi, ed è qui, che con il pensiero ritrovo te. Una piccola chiesa è posta defilata al mio sguardo e per associazione di idea riscopro la tua opera, il tuo bassorilievo, in quella foto che mi è giunta, associata ad un pensiero precedente, alla tua prima lettera. Quello che ho recepito e per questo vado oltre gli ovvi complimenti, è stato l’amore tra madre e figlio, nell’espressione dei volti che hai saputo animare, fino a farli quasi respirare! La sensibilità che ti appartiene è una dote unica e preziosa, applicandola nelle arti raffigurative che ogni volta illustri, riproponi il vero senso della vita, la tua dimensione reale, ma in alcuni casi irreale per gli altri. Siamo simili, in quanto entrambi abbiamo bisogno di sentirci compresi, amati e quando questo non avviene ci rinchiudiamo in noi stessi, feriti e disillusi, vinti dalla superficialità delle persone e dagli avvenimenti che le stesse creano, le quali nella loro pochezza di essere, restituiscono il deserto e non quel giardino fiorito che dovrebbe esistere all’interno di noi stessi. Ripercorro con le dita le parole di una tua frase, la quale ha suscitato felicità in me nel momento in cui l’ho letta. Felicità …è uno stato emotivo che vorresti raggiungere e per questo mi chiedi cosa ne penso in merito all’arcano disegno della vita: felicità è sinonimo di semplicità. Felicità è poter mettere in pratica, ovvero riuscire ad applicare tutte le proprie risorse. Felicità è una passeggiata mano nella mano con la persona che ami, in riva al mare. Felicità è ricevere per me una tua lettera. Felicità è inventare l’amore fisico, che è diverso dal fare sesso, con un’entità umana che in quel momento al suo fianco, ti fa capire che non ti manca niente e percepisci l’infinito che è dentro di te. La felicità non va vista come un’emozione fugace e fuori dal controllo della persona, ma come una condizione di lunga durata, che dipende dai propri lavori, atteggiamenti e stile di vita. Il denaro non rende felici: una volta che sono assicurate le esigenze materiali minime, le cose aggiuntive incrementano di poco la soddisfazione della vita. I paesi più felici, non sono quelli a più alto tenore di vita, ma quelle terre dove c’è molta povertà. Gli aspetti che garantiscono uno stato di benessere sono riconducibili alla famiglia, alle amicizie e ai figli e a volte al lavoro. Spesso per guadagnare più denaro lavoriamo troppo e dedichiamo poco tempo a questi valori. Anche la fede è sinonimo di gioia: chi possiede uno spiccato senso religioso ha molte possibilità di essere felice, i valori religiosi sono riconducibili ad uno stile di vita. Poi subentra l’essere ottimista o pessimista e il suo più famoso esempio: il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. La persona pessimista si sente impotente, desiste prima di fronte alle difficoltà e ha un rischio maggiore di sviluppare la depressione. Ecco la seconda domanda che ti rivolgo: cosa ti manca per essere felice? La felicità rapportata al mio attuale stato di vita è riconducibile alle situazioni platoniche, cioè in sintonia con una persona, osservare lo stesso cielo stellato unito con il pensiero, ascoltare la stessa canzone seppure a distanza in quel preciso momento, oppure un semplice film, in pratici istanti di complicità. Ti definisci MATTA e io lo sento come un termine morbido, soffice, e mi piace scambiarlo per un fiocco di neve che si posa leggero sul pensiero di essere. Non penso che tu sia matta, ma che non sai o non vuoi adattarti alla realtà delle situazioni, delle persone infestate di malvagità. Tutti noi siamo in bilico, viviamo a nostra insaputa in un equilibrio precario ed abbiamo imparato a convivere con questi squilibri anche emotivi. Il segreto, se così si può definire, è quello di essere se stessi in ogni situazione, in ogni azione ricercare lo scopo per il quale si dovrebbe esistere. Dolce Chiara non ti scordare che hai un cuore che batte e una mente che pensa…e allora attivala! Come ti ho già accennato l’esistenza è un percorso tortuoso, ma che deve essere vissuto e illuso da sprazzi di felicità, che a volte va e a volte viene. Probabilmente hai una visione della vita che ti rende fragile e per dare il meglio di te dovresti appoggiarti alle persone positive, reali, che sappiano comprenderti e costruire con loro il tuo futuro pieno d’amore da donare al prossimo, a chi merita le tue attenzioni e che con il tempo possono trasformarsi in effusioni. Io non credo all’amore eterno tra due persone, credo in un percorso insieme più o meno lungo, il quale trasporta nelle braccia di chi in quel momento ti comprende di più e di più ti piace fisicamente, in quel passaggio della vita. Ti sembrerà strano, in quanto per un uomo è difficile rinunciare ad una proposta, ma nel mio caso tante volte è accaduto. Per inventare l’amore fisico con una persona, devo perdermi con i pensieri nei suoi, deve essere cellula unica e per questo lo sfogo fisico fine a se stesso non mi appaga. Il mio limite emotivo condiziona il mio modo di vivere e di rapportarmi e al contrario mi piace pensare che potrei, e questa situazione appaga il mio esistere. A volte come è strana e impensabile la vita, dolce Chiara, e nel riflettere sorrido e realizzo tutte le esperienze passate in un lampo, quelle stesse che hanno caratterizzato la mia esistenza. Il sorriso si è fatto ironico con appena accennata una risata al cospetto dell’evidenza che nonostante tutto, il tuo raggio di sole illumina e riscalda la mia persona, dove per un po’ di calore devo avvicinarmi al calorifero.
E’ scesa la notte e la luna è sui tetti, le stelle brillando a intermittenza mi sorridono e penso che potresti affacciarti anche tu alla finestra…e se poi senti l’ebbrezza, quella stessa che sento immerso nell’universo, e se vedi anche tu la stessa luna, non siamo poi così lontani. Capita anche a me di rileggere i tuoi pensieri e ogni volta percepisco una sfumatura prima non raccolta e allora comprendo che ci sono più lettere all’interno della stessa. In questo presente per certi versi inconsistente, cerco l’attimo fuggente improvviso, l’emozione che nasce dal nulla e al nulla ritorna, avvolta nel suo fascino dirompente e si placa adagiandosi nel mio cuore, come un aliante a fine vento. Se potessi ora navigherei nei tuoi occhi per comprendere il tuo cuore e ti chiederei cosa vorresti realizzato dal destino e ti asciugherei il tiepido quotidiano acquazzone che scende lentamente e anch’io farei buio dentro me, abbassando le palpebre per comprendere quanto hai sofferto fino a questo punto. Chissà quanto tempo ho per capire chi sono o chi sono stato, comparsa ma non burattino in questo teatrino che è la vita. Chissà quanto tempo ho per volare a ritroso nel tempo come un gabbiano in cerca di speranza e di un nido pieno d’amore, prima che venga la morte e abbia i tuoi occhi fraterni.
Il buio ha avvolto di mistero la mia figura intenta ad ascoltare canzoni che mi riportano ad una dimensione comune e mi è facile guardare di nuovo il cielo sospeso in un respiro che fisso sopra ad un palmo della mano e dopo la breve rincorsa, soffiare un bacio che ti possa raggiungere sulla guancia, mentre dormi dalla parte del cuore, inventando sogni.
CHIARA
Ciao Daniele, mio caro buon Daniele, oggi è un meraviglioso e splendente venerdì Santo, il più bel giorno, tra tanti belli e meno belli, ascolta la mia gioia mio caro amico ritrovato, il mio cuore oggi è colmo di felicità… oggi è un giorno speciale! Sopra i tetti di Venezia brilla un sole lucente, nel cielo terso e azzurro acqua marina, uno spettacolo Divino si è manifestato a me stamani… mi sono svegliata presto per assaporare l’alba di un giorno NUOVO!!! Combattere duramente, lavorare sodo, mettere in gioco tutta me stessa nei miei ideali, nei miei progetti, ecco è primavera e la frustrazione, il senso di impotenza svaniscono con l’aprirsi delle prime gemme, lo schiudersi dei boccioli in fiore. Stanno arrivando i primi risultati… basta crederci, vero, non c’è nulla di più reale, la forza di volontà e la convinzione positiva di riuscire, sono le potentissime, capaci di spostare l’universo intero. La volontà è il motore primario e la determinazione ciò che manda avanti tutto… sono contenta!!! E, come dono ulteriore, oggi è arrivata la tua lettera… rido… oggi mi sento bene… prezioso dono della Provvidenza… e ora con calma e dedizione, rileggo le tue ultime parole e il tuo racconto a voce alta, quello che sono riuscita a sottrarre a mamma Elena… “La Fermata del Faro”...
Mentre cantavo sottovoce: “Io non sono di qui, io sono di passaggio e sono in mezzo al mio viaggio”, mi trovavo in intimità con me stesso a guardare il mare da uno scoglio e più in là sapevo che lei mi stava aspettando distesa ed intenta ad assorbire i raggi del sole e allungare invano la mano, toccando il mio telo per constatare se ero ritornato. Poi, per non ferirla troppo nel sentimento, sono risalito accostando la mia ombra verso una torretta in sasso, che si affacciava come un piccolo promontorio e si dava in visione alle onde, questa una delle tante caratteristiche strutturali dell’isola, sedendomi ai bordi e sul costone della stessa con il viso rivolto verso di lei. Sentivo la necessità di rimanere da solo a riflettere sul mio modo di comportarmi e se di conseguenza fosse coerente con i miei ideali e quelli delle persone che mi dimostravano il loro amore e che mi avrebbero voluto di conseguenza accanto a loro nella vita. Decisamente in quegli istanti non riuscivo ad essere coerente, magari ero felice e contento per questa vacanza, ma poi pensavo che in un altro luogo esisteva una persona che soffriva per questo e allora il malessere che si manifestava con un senso di colpa profondo e intenso, mi faceva inconsciamente allentare, come già stavo facendo da chi era insieme a me in questa sorta di relax. Si era alzata salutandomi con la mano, associando un sorriso al suo portamento e il suo modo di camminare nel venirmi incontro delineavano meglio la sua figura in quella di un fisico da atleta quale era stata e poi i suoi capelli lunghi e biondi e il colore di uno smalto dato con cura in precedenza davanti a me, mi attraeva a abbattevano ogni volta i birilli della mia resistenza mentale, come in una partita di bowling. Attraverso il numero consistente dei suoi passi era già ridosso della mia persona e con la mano faceva scorrere le dita addentrandosi nei miei capelli, mentre con il gesto mi accarezzava e faceva seguire un bacio sulle mie labbra, riportandomi con il pensiero nel suo modo e la sua voce infieriva, come il suo sguardo, dando al vento l’affermazione “mi sei mancato” ed io di rimando sorridevo e con ironia le ricordavo che tanto ormai era mia e poi che se volevo prendevo e la portavo via. Eravamo già venuti una domenica in visita a questa isola e nonostante il mal di mare che lei soffriva, si è trovato il modo di mitigarlo sedendoci a poppa del traghetto esattamente nella piattaforma sopra a un filoncino, la cui somiglianza a un fungo era notevole e la sua funzione consisteva nel far avvolgere su di esso la spessa fune dell’attracco alla banchina del porto, e andando incontro con il viso all’aria, la giostra dello stomaco era fortunatamente ancora in attesa. Era la fine di maggio e ci siamo riproposti di tornare per una breve vacanza che naturalmente non poteva avvenire in un tempo troppo consistente per il desiderio di stare sempre insieme; e così è avvenuto e il mare di giugno ci ha ritrovato all’interno della sua auto stracolma di valigie a imbarcarci felici, consapevoli che ci aspettava una settimana piena e intensa, tutta per noi. La casa che avevamo affittato era un monolocale ed è vero che può diventare un castello alla luce di un’intimità intensa, quella che esisteva tra di noi. La terrazza che aveva anche la funzione di portare all’ingresso dell’abitazione, era davvero uno spettacolo nella sua grandezza, piena di piante e fiori e posizionata in un luogo defilato e riservato come noi e come volevamo vivere questo momento, cioè magari senza gli eccessi dei locali notturni a distoglierci dal nostro rapporto di coppia. I ricordi si accavallano nella mia mente e cerco di selezionarli in funzione dell'importanza che rivestono e ed esistono all'interno del mio sentimento e allora mi rivedo ai piedi del grande faro situato all’ingresso del porto. Era sera inoltrata e le persone piano piano, si defilavano rientrando a casa e poi era un giorno feriale di giugno e per questo l'isola era poco popolata e ci eravamo seduti alla base del punto di riferimento delle imbarcazioni, che guardava verso il mare e la sua testa era appoggiata un po' piegata alla mia spalla e in quel silenzio assenso le parole erano per il momento inutili. Ognuno di noi pensava e magari fantasticava cavalcando sogni che solo la profondità del buio e il rumore delle onde che si infrangevano sotto di noi potevano creare ed io avrei voluto fermare il tempo, sonare il campanello e scendere a questa fermata, alla fermata del faro, in quanto poi lei mi prese un abbraccio dicendomi, associando un'espressione seriosa: "Giurami che sarà sempre così fra noi, in questo modo, sempre e per sempre cosi», poi, dolcemente nel dialogo mi ha sussurrato che sarebbe stato suo desiderio vivere l'amore insieme a me anche in montagna, davanti a un caminetto acceso. E dall'alto la luce a cadenza regolare girava nell’immenso del vuoto a vedere attorno, ma c'era però un attimo in cui, transitando, riusciamo ad individuare il fascio di luce pronto a colpire e in quel momento le ho detto che eravamo come quella stessa luce, in balia del suo destino, in quanto la stessa non può sapere cosa incontrerà nel suo illuminare, ma che nonostante tutto, tutte le difficoltà esistenti, avrei lottato fino alla fine, fino alla fine di tutto per difendere la nostra relazione. Ogni giorno scoprivamo spiagge diverse e anche scogliere diverse e immancabilmente c’era sempre un gabbiano invadente, che introduceva il becco all'interno della borsa che conteneva cibo, quando noi giocavamo nell'acqua o nell'acqua cercavamo ristoro dal caldo opprimente ed il volatile coglieva sempre l'attimo giusto per colpire e per mettere scompiglio. All'interno dell'isola era arroccato in cima ad una collina che dominava, il paese, quello d'altri tempi, e malgrado non avessimo avuto la macchina fotografica al seguito, abbiamo deciso improvvisamente in un pomeriggio inoltrato di andare a conquistarlo. Percorrendolo si è avuta l'impressione di vivere in un'altra epoca, sostenuta dell’evidente assenza di transito delle persone, che creava mistero nei vicoli e rendeva ancora più suggestiva l'immagine e allora, non volendo, abbiamo dato luogo ad un’improvvisata imitazione di un servizio fotografico, supportato dalla fantasia di scattare negativi, immaginando di avere tra le mani il cattura-momenti che rappresentavamo essere nella sua funzione, mentre lei, la donna del mistero, veniva immortalata in pose quasi artistiche, ma con l'espressione di un sorriso sul volto. E davanti ai nostri occhi si alternavano visioni di vicoli senza tempo, con agli angoli degli stessi e posizionati in alto i supporti di ferro il cui scopo era per inserire al loro interno la fiaccola imbevuta a suo , tempo di petrolio per illuminare di notte i vicoli stessi. E poi una scalinata ripida che costeggiava una muraglia ed in cima ancora cannoni, pronti allora a difesa dell’insediamento e ci siamo guardati con ilarità, vedendo da lassù il panorama, la maestosità del mare fino all'incontro fra cielo e acqua e nell'immaginare magari caravelle che lo percorrevano con l'intento dell'offesa. E alla fine di un viottolo in sassi, si è aperto uno spiazzo e là in fondo, intagliata nel cielo, una piccola chiesetta. Era nostra intenzione visitarla a conferma del nostro sentimento, ma era chiusa. E con delusione poi nel discendere, tanti piccoli balconcini con altrettante fioriere in ferro battuto appese e fiori di ogni colore che davano importanza al nostro passaggio. Nonostante ci fossimo riproposti di tornare con l'intento di scattare ricordi nelle fotografie queste volta vere, non siamo stati di parola, se lo avessimo fatto avremmo rovinato un'emozione che è nata casualmente e modo doveva vivere in noi, in modo incontaminato e comunque non una di se stessa. Ogni mattina di buon ora il sole ci sorprendeva nei suoi riflessi svegliandoci e allora indossavamo indumenti da tempo libero, ovvero sportivi, e ci incamminavamo verso il porto costruito a forma di ferro di cavallo e ci mettevamo a percorrerlo correndo e mangiavi polvere… procurando in te invidia, in quanto a quel tempo era mia abitudine confrontarmi quotidianamente con il tapis-roulant in palestra. Poi sulla banchina, quella della camminata larga in cemento che costeggiava le imbarcazioni, ci sdraiavamo per eseguire serie di esercizi per potenziare i muscoli addominali. E ancora sudati andavamo a comperare il quotidiano se era già arrivato via mare, e il pane ancora caldo, come il nostro cuore da "fornaio". E prima di rientrare per la doccia, alcune volte scherzando ci domandavamo, soffermandoci sui motivi per i quali una relazione può finire, o meglio, con il tempo inesorabilmente finisce. Ma che senso ha la vita se la sensazione più emozionante, più bella, più vera è rappresentata dall'amore tra due persone, se poi puntualmente una storia va a puttana!.. sapessi andarci io. E svanisce facendo posto a sentimenti rabbiosi, venendo meno al rispetto nei confronti del ricordo di situazioni indimenticabili e poi magari si fanno parlare i legali, come spesso avviene nelle coppie sposate. Ma quel sentimento anche fisico, lo si è provato insieme nell'unione e non lo si è provato accarezzando il codice civile tra le lenzuola: ecco cosa Si è perso il rispetto nei confronti dei valori. Come può uno scoglio arginare il mare, ed invece accadeva quando ti parlavo, raccontavo, spiegavo e tu improvvisamente mi guardavi persa nei miei occhi e, incurante del dialogo, mi dicevi: "Ti amo", e in quell’istante capivo il motivo per il quale, avrei voluto prenderti e portarti via come poi è stato, dal tuo quasi paese, o meglio cittadina, con la purezza dell'animo che ti apparteneva e quando adesso la rivedo e la ritrovo nelle ragazze che incontro è come se arrivassi "senza scorta" davanti ai loro occhi. Non sono riuscito a portarla nemmeno una sera al ristorante, secondo la sua opinione negli ultimi mesi, quelli che erano trascorsi da quando ci siamo conosciuti, ne avevamo visitati diversi e troppi e ora provava il desiderio di intimità e la ricercava anche nel preparare per noi un cibo all'insegna di una cucina mediterranea e di vivere la quotidianità delle persone, come nell'apprezzare insieme il rito di acquistare alimenti e di cenare di conseguenza, sotto il riflesso della luna, sopra a quel tavolo in plastica come le sedie disegnate a forma di poltroncine. E lei si perdeva in discorsi interrotti nel sentire una canzone che echeggiava dal nostro stereo e sono le stesse note che ricordo con nostalgia, verso un tempo che non esiste più e che non ha un nome per poterlo chiamare.. .e lei cantava indirizzando la sua voce verso la mia persona, anche se in verità avrei dovuto essere io a interpretarla all'insegna del significato che rappresentava, alla luce dell'evidenza che in Egitto, a Sharm, era stata lei a volermi avvicinare per prima. La canzone sosteneva nella sua espressione la considerazione: "Quando ti ho vista arrivare bella cosi come sei, non mi sembrava possibile che tra tanta gente tu ti accorgessi di me" Ridendo si sedeva sulle mie ginocchia nel ricordare quando in spiaggia sulla sabbia ballavamo latino-americano e improvvisamente spariva nel nulla e le persone di sesso femminile, naturalmente non più giovani, si litigavano il ballo nel pensiero che facessi parte dello staff e poi si davano il cambio impazienti, dicendosi tra loro "Ora è il mio turno", ed io che stavo al gioco, mi ritrovavo di volta in volta in un contatto fisico con una donna, con persone che non conoscevo e da una parte la fotografa del villaggio che scattava all'occorrenza ricordi e un po' defilata, ma di fronte a me, sempre lei che era andata a prendere la camcorder e mi riprendeva in quelle immagini, che poi, rivedendole, risultavano non essere stabili per via della sua risata, la quale si è dileguata dal suo viso quando una compagna di ballo un po’ stagionata, mi ha invitato elegantemente a conoscere sua nipote, sostenendo che io fossi, secondo lei, il suo ideale di uomo. Le piaceva a " sempre e per sempre " che vestissi in un certo modo e di sera ci addentravamo in un passaggio sostando a volte nei negozi per me delle cose inutili e con la telecamera appendeva ricordi e per lei, solo per lei, come diceva dovevo improvvisare una sfilata andandole incontro con il passo lento, in quel modo mi voleva rivedere nello schermo della tv...follia di donna! Una sera abbiamo avuto un diverbio e lei si è allontanata sostenendo che voleva stare sola con se stessa in una camminata forse consolatrice. L'ho raggiunta in seguito di nuovo al faro, mentre questa volta da sola sentiva il rumore delle onde infrangersi sugli scogli e quando l'ho baciata, mi ha detto che mi stava aspettando e abbiamo fumato idealmente il calumet della pace, prima di inventare l'amore con la stessa intensità di sempre, anzi forse di più."
Grazie Daniele per tutto quello che sei per me! Ti ho fatto un disegno...spinta dalla tua volontà sognante e quante espressioni somatiche servirebbero a descrivere ogni tua capacità letterale... ogni parola densa di significato da associare ad un particolare sguardo mentale, uno stato d'anima. Mi chiamavano mascherina, a volte in bene e tante altre in male…la gente ha paura del mio sguardo, semplicemente perché riesco a riflettere la loro immagine per ciò che realmente è. Sai Daniele, poco alla volta riesco ad accettare completamente me stessa e riconosco, in questo mastodontico lavoro interiore, il fatto di crescere e guarire... le crisi si stanno affievolendo, anche se ci sono ancora, d'altronde fanno parte di me. Ho cercato in tanti modi di scacciarle, anche sbagliando, come quando ho incominciato a drogarmi per aggirare l'ostacolo, per non pensare, ma, con la droga stavo uccidendo la mia arte, la mia ispirazione, la mia anima. E' stata un’esperienza atroce, ma educativa.. ora sono consapevole di esserne sopravvissuta e di essere più forte e caparbia e ogni giorno respiro aria nuova e nuove prospettive. Lo amo la vita, per quanto dura possa essere, la amo profondamente, forse è questo che mi dà la forza per combattere costantemente contro il pessimismo imperante di questa società mediocre, che vorrebbe noi artisti sempre depressi e incompresi. Reagisco con tutta me stessa a questo sistema che ci vuole, vorrebbe tutti grigi e omologati in un’unica massa informe e disumanamente ammaestrata. Sento che segui i miei ragionamenti, voli pindarici di una mente che si sta, poco per volta, liberando da tutte le catene. Sai mio buon Daniele, non credo più di avere il cuore in gabbia, forse era solo bloccato, incastrato tra ingranaggi arrugginiti di stereotipi comportamentali, doveri paralizzanti che cercano di costringerti entro un determinato ruolo sociale…ma io che vinco ogni giorno contro la dipendenza da droghe, (sono astinente completa da due anni e senza aver assunto alcun farmaco) voglio vincere qualsiasi altro tipo di dipendenza o almeno quelle che mi piacciono meno!!! Sai cosa mi piace Daniele? Mi piace dormire serenamente.. mi piace svegliarmi la mattina presto e vedere sorgere il sole. Mi piace creare, disegnare, tatuare, far ridere di gioia chi mi sta vicino.. scolpire.. passeggiare con le mie due cagnette. Cosa mi fa felice?... tutto e nulla.. guardare il cielo mentre la brezza mi carezza il viso e il sole mi bacia la fronte.. felicità per me è avere vissuto e goduto pienamente anche solo un istante del tempo che mi è stato donato. Tutto è prezioso per me, scriverti e ricevere le tue lettere è felicità per me.. ascoltare musica.. ascoltare il mio cuore che batte, che costantemente mi ricorda che sto vivendo e che, in fondo, non ci sono motivi per essere tristi, che non ci sono problemi irrisolvibili e ciò che ci sembra ostico, diventa una inezia dopo aver riflettuto e atteso ogni cosa a suo tempo e ora ne sto avendo le prove giorno dopo giorno. Come per telepatia... magia?! Tu mi parli…i tuoi pensieri mi fanno riflettere interiormente...mi sai leggere dentro e cogli ogni mia sfumatura per poi donarmela su di un piatto d'argento...come se fosse inestimabile virtù. Mi domandi cosa mi manca per essere felice.. NULLA!!! Oggi.. ora. ..in questo preciso momento sono felice. Esiste realmente, in maniera più che tangibile, un... il disegno Divino...e, anche se non lo comprendo e forse non lo capirò mai, accettandolo incondizionatamente, senza remore, comincio a sentire concretamente la libertà di seguirlo.. sorridendo per la smaliziata ingenuità con cui tesse legami lucenti tra individui. Rammenti quella leggenda… esisteva un tempo all'infinito... l'essere perfetto, unico, non ricordo bene, perdona la mia ignoranza, fatto sta che, per qualche tragico evento… l'Individuo cadde, (sapeva anche volare) e si spezzò in due…maschio e femmina.. un'ala per ciascuno e queste due metà si persero nel mondo, assieme ad altre metà che avevano subito lo stesso destino. Ecco, nelle tue parole... ritrovo questo mito.. della ricerca continua, insita nell'uomo, come nella donna, della propria metà.. esseri imperfetti che anelano la perfezione. Quanti uomini ho amato…ho creduto di amare…pensando, sperando, sognando che fossero la mia metà mancante…è una ruota che gira? Quante volte ci reincarniamo per ricongiungersi nella perfezione e dissolverci gioiosamente nel tutto?! E qui torno a te, che mi fai riflettere, intensità di sempre, anzi forse di più".
Grazie Daniele per tutto quello che sei per me! Ti ho fatto un disegno… spinta dalla tua volontà sognante e quante espressioni somatiche servirebbero a descrivere ogni tua capacità letterale… ogni parola densa di significato da associare ad un particolare sguardo mentale, uno stato d'anima. Mi chiamavano mascherina, a volte in bene e tante altre in male.. la gente ha paura del mio sguardo, semplicemente perché riesco a riflettere la loro immagine per ciò che realmente è. Sai Daniele, poco alla volta riesco ad accettare completamente me stessa e riconosco, in questo mastodontico lavoro interiore, il fatto di crescere e guarire... le crisi si stanno affievolendo, anche se ci sono ancora, d'altronde fanno parte di me. Ho cercato in tanti modi di scacciarle, anche sbagliando, come quando ho incominciato a drogarmi per aggirare l'ostacolo, per non pensare, ma, con la droga stavo uccidendo la mia arte, la mia ispirazione, la mia anima. E' stata un’esperienza atroce, ma educativa… ora sono consapevole di esserne sopravvissuta e di essere più forte e caparbia e ogni giorno respiro aria nuova e nuove prospettive. lo amo la vita, per quanto dura possa essere, la amo profondamente, forse è questo che mi da la forza per combattere costantemente contro il pessimismo imperante di questa società mediocre, che vorrebbe noi artisti sempre depressi e incompresi. Reagisco con tutta me stessa a questo sistema che ci vuole, vorrebbe tutti grigi e omologati in un’unica massa informe e disumanamente ammaestrata. Sento che segui i miei ragionamenti, voli pindarici di una mente che si sta, poco per volta, liberando da tutte le catene. Sai mio buon Daniele, non credo più di avere il cuore in gabbia, forse era solo bloccato, incastrato tra ingranaggi arrugginiti di stereotipi comportamentali, doveri paralizzanti che cercano di costringerti entro un determinato ruolo sociale…ma io che vinco ogni giorno contro la dipendenza da droghe, (sono astinente completa da due anni e senza aver assunto alcun farmaco> voglio vincere qualsiasi altro tipo di dipendenza o almeno quelle che mi piacciono meno!!! Sai cosa mi piace Daniele? Mi piace dormire serenamente...mi piace svegliarmi la mattina presto e vedere sorgere il sole. .mi piace creare, disegnare, tatuare, far ridere di gioia chi mi sta vicino.. scolpire.. passeggiare con le mie due cagnette. Cosa mi fa felice?...tutto e nulla.. guardare il cielo mentre la brezza mi carezza il viso e il sole mi bacia la fronte.. felicità per me è avere vissuto e goduto pienamente anche solo un istante del tempo che mi è stato donato. Tutto è prezioso per me, scriverti e ricevere le tue lettere è felicità per me.. ascoltare musica.. ascoltare il mio cuore che batte, che costantemente mi ricorda che sto vivendo e che, in fondo, non ci sono motivi per essere tristi, che non ci sono problemi irrisolvibili e ciò che ci sembra ostico, diventa una inezia dopo aver riflettuto e atteso ogni cosa a suo tempo e ora ne sto avendo le prove giorno dopo giorno. Come per telepatia... magia?!Tu mi parli.. i tuoi pensieri mi fanno riflettere interiormente... mi sai leggere dentro e cogli ogni mia sfumatura per poi donarmela su di un piatto d'argento... come se fosse inestimabile virtù. Mi domandi cosa mi manca per essere felice.. NULLA!!! Oggi.. ora. ..in questo preciso momento sono felice. Esiste realmente, in maniera più che tangibile, un... il disegno Divino.. .e, anche se non lo comprendo e forse non lo capirò mai, accettandolo incondizionatamente, senza remore, comincio a sentire concretamente la libertà di seguirlo.. sorridendo per la smaliziata ingenuità con cui tesse legami lucenti tra individui. Rammenti quella leggenda...esisteva un tempo all'infinito... l'essere perfetto, unico, non ricordo bene, perdona la mia ignoranza, fatto sta che, per qualche tragico evento.. l'Individuo cadde, (sapeva anche volare> e si spezzò in due.. maschio e femmina.. un'ala per ciascuno e queste due metà si persero nel mondo, assieme ad altre metà che avevano subito lo stesso destino. Ecco, nelle tue parole.. .ritrovo questo mito.. della ricerca continua, insita nell'uomo, come nella donna, della propria metà.. esseri imperfetti che anelano la perfezione. Quanti uomini ho amato... 0 creduto di amare.. pensando, sperando, sognando che fossero la mia metà mancante.. è una ruota che gira? Quante volte ci reincarniamo per ricongiungersi nella perfezione e dissolverci gioiosamente nel tutto?! E qui torno a te, che mi fai riflettere, ragionare, mi fai capire che io sono viva e ciò fa aura, crea timore nelle tante persone mentalmente sterili e ciò provoca compassione!!! Eh,eh,eh... mi rive o nei miei atteggiamenti, quando sono tra la gente e mi vesto secondo il mio gusto e non come detta la moda del momento...e parlo, canto, rido…mentre passeggio e le persone mi guardano di sottecchi.. imbavagliati dalla loro povertà interiore.. povere sagome sociali normali! Sono MATTA.. strana per i canoni socialmente "protetti", contenta ora più che mai di essere unica? no...unica. no...rara come quelle meravigliose farfalle blu cangianti che vivono un istante appena, ma .. VIVONO! E lasciano una traccia indelebile nel mondo...grazie...grazie di cuore Daniele mio... con il tuo pensiero, la tua sensibilità mi stai rinforzando laddove sono fragile e poco sicura... caratterialmente femmina . . .e sei cosi pronto a sorreggermi laddove mi sento debole e ancora poco sicura. La Provvidenza mi ti ha posto nel mio cammino proprio come essere che ti descrivi.. .positivo, costruttivo... reale come il sole che ogni giorno sorge e a sera tramonta, per dare spazio alla luna, che si manifesta riflettendo anche di notte.. grazie. Soffrirò ancora... la sofferenza è parte della vita di ogni persona...ma so che ora ci sei tu...e, con te, tante altre persone "rare...so di non essere sola.. .mai. Non importa sapere ciò che hai fatto in passato e per cui stai pagando la legge degli uomini. Io ti conosco ora...tutti siamo buoni o cattivi.. ma, poi qual è il male e quale è il bene? Io ti sento buono…dolce come una goccia di miele sul pane appena tostato...ho fame!!! Dal profondo di un piccolo cuoricino, ti voglio bene Daniele.
DANIELE
"La forza della volontà e della speranza, associate ai valori primari umani, creano un binomio indissolubile nei confronti della malvagità del nostro tempo"
Questo mio pensiero è sintesi di quello che insieme abbiamo attuato, nonostante non possiamo vederci, non possiamo liberi parlarci seduti magari nei tavoli di un caffè all'aperto e quindi neanche tramite l'utilizzo di un cellulare, sentire le nostre voci e cosi senza "messaggini", siamo riusciti ad entrare nel segreto della scrittura. A noi è bastato... leggerci a vicenda per avvalorare il nostro modo di essere, quello cioè che ci accomuna in diversi aspetti, il quale ci aiuta uniti in una splendida amicizia. E' qui il segreto delle persone più deboli ma in fondo felici: non sentire la necessità di beni effimeri e quindi di una tecnologia consumistica, la quale inevitabilmente condiziona il vero senso dei valori, della vita. A noi è bastato una biro e un semplice foglio, sul quale abbiamo impresso attraverso la scrittura parte di noi e tutto il mondo intorno...
Momento ho raggiunto la felicità e sorrido, ti sento davvero vicina questa sera nella notte, più che mai con il cuore ma ancor più con la mente, in questo segnale incessante presente in ogni cielo. Un rapporto di coppia inevitabilmente si esaurisce nel tempo, nel tempo sfiorisce, ma una splendida amicizia è sopra le parti è come un diamante... dura per sempre!!! Non voglio più che tu ti senta sola e quando invece lo crederai...chiudi gli occhi e ascolta il mio respiro nella tua vita, si siederà accanto a te e in silenzio, ti sorriderà. I tuoi occhi mi seguono, mi cercano ed io senza paura sento il tuo sguardo su di me, lo recepisco e illumina il mio cammino quotidiano, restituendomi il senso della vita, il sentimento senza malizia, pura e sublime, intrecciata alla speranza che domani sarà un giorno migliore. Qui nessuno può dividere quello che ha voluto Dio e ogni giorno mi sorriderai lasciando le paure e il buio dietro di te. Fatti forza e vai incontro ai tuoi giorni… io da qui ti vedo donna e l'unica cosa che posso fare è stare ad ascoltarti, prestandoti un po' di me. Da qui cominciano i ricordi e chiudo gli occhi e penso che è un sentiero da percorrere quello intrapreso e chissà dove mi porterà, ma accarezza quello che sa già dite e quel soffio di vita lo sentirò come una parola d'amore non detta mai abbastanza. Lasciati andare ora, cavalca insieme a me le onde del nostro mare, in confini ancora da sapere e senza occhi da evitare, porteremo in giro quello che è di noi, in strade ancora da scoprire correremo felici e nel vento disperderemo il nostro seme.
CHIARA
E ancora ti scrivo mio caro Daniele è sera ormai, fresca e serena e meditativa in questo venerdì sono accadute molte cose, tutte positive e ora sono seduta di fronte la finestra sempre aperta a pensare... riflettere un po' a tutto, da quando ero ragazzina...ai primi sussulti del mio cuore...sorrido dei primi amori non corrisposti e poi le guerre per affermare la mia volontà, quanti errori, quante batoste per divenire ciò che sono.. amata, odiata, voluta, respinta. Mia nonna, che ora è morta, mi chiamava strega…oppure Lola.. mi diceva: "Piccola malia, tu sei pericolosa...dai tutta te stessa e poi svanisci come un sogno..." e poi regolarmente mi braccava e mi stritolava di baci e carezze, ero ancora bimba e mi divincolavo divertita. Leggendo il tuo racconto "La fermata del faro" (realtà…fantasia.. speranza), si sono aperti di scatto tutti i cassetti dei ricordi.. .e già...per mera conoscenza, quanti uomini ho amato, molti e tutti importanti...e ora? Da due anni il mio compagno è detenuto... il più grande amore della mia piccola esistenza…la più grande sofferenza...odio, amore, passione, rancore. Stasera i ricordi mi si parano avanti e sembra che mi parlino tutti insieme e tutti fanno la stessa domanda…che io invece cerco di evadere da tempo. "Lo amo ancora?" ...si!... bugiarda...ebbene mi sento bugiarda, non so più che cosa provo per il mio compagno...oh, lui mi ama moltissimo, è devotissimo al mio cospetto… ora sono l'unica donna della sua vita, mi ha posto su un bel piedistallo alto. E io lo amo ancora? Non lo so...mio caro buon Daniele…le idee mi si stanno confondendo nuovamente…sarebbe meglio non pensare…guardare ricordi come fossero parti di un film, di cui sono spettatrice, invece sono al centro della scena e non conosco ancora la mia parte…chissà quando mai la conoscerò! L'amore è solo un treno da aspettare e paradossalmente… quanti treni ho preso, aspettato, perso. E' proprio bella la vita…e un'eterna scoperta...Sai Daniele, continuo ad essere felice, ho amato tanto… ma non amavo me stessa e ora? Ora comincio ad amarmi, ad apprezzarmi e forse così potrò amare meglio...sono contenta. Adesso mi distendo e rileggo la tua lettera, cercando di immaginarti...di crearmi un'immagine mentale dite…non solo interiore, come fiore di loto purpureo...ma anche esteriore.. alto?... forse...o forse basso... magro o muscoloso...Mah d'altronde neanche tu sai come sono fisicamente e forse è più bello così… possiamo attingere dai nostri ricordi ciò che ci garba e fare così un collage…un'ideale da interpellare e allora la curiosità aumenta...Avrà gli occhi azzurri o verdi? Grigi o marroni?...il naso aquilino o all'insù... oppure a patatina…semplicemente dritto...la bocca sarà sottile o carnosa…e i capelli? Biondi, rossi, castani, o neri? Una domanda, possiedi un tatuaggio? E' accaduto in un momento della tua vita… che hai voluto imprimere sulla pelle, attraverso anche solo un piccolo segno... ricordo indelebile di una particolare sensazione del momento... hai tatuaggi?...e se si...che cosa? Buonanotte. Bacio...
DANIELE
Dolce Chiara, ho ricevuto le tue riflessioni, profonde ed intense, emozioni di vita vissuta in maniera anche negativa e mi trovi contento nell'apprendere che sei riuscita a ritrovare il sentiero che porta alla vita e non alla morte, anche se a volte solo interiore. Sei riuscita a riprendere possesso della tua esistenza e poche persone credimi ci riescono; utilizzando l'intelligenza che ti distingue, in quanto nell'analizzarti hai compreso bene che dove ti stavi incamminando, in verità, non era luce intensa ma il buio di un profondo baratro. Situazione ancora più importante è il tempo che hai messo tra te e il male. Non credere, avrai momenti ancora di instabilità emotiva, di ansia, di paure verso tutti e tutto e nei giorni più bui crederai che tutto è perso. Non è vero, hai solo ventotto anni e quindi ancora tutta una vita intera davanti a te, non credere mai e per nessun motivo, che a causa del passato, non possano verificarsi situazioni positive per te. Devi crederci, senza avere fretta circondarti di persone leali e corrette, non importa se sono poche o una sola…l'importante è ripartire con la certezza di avere al proprio fianco persone che ti vogliono bene, senza interessi particolari e senza illuderti al fine di tenere in vita gli uomini usurai che incontrerai sul tuo cammino. Devi iniziare, adesso è il tempo giusto nel prefissare un obiettivo alla volta e quando con costanza e sacrificio anche emotivo sei riuscita nell'intento, crearne uno nuovo e cosi via, ma senza avere fretta. Lì il tempo, anche se pensi magari il contrario, gioca a tuo favore. Quello che ti chiedo è di rispettare il nostro dialogo e non importa collocarlo in uno spazio circoscritto in termini dettati da luoghi comuni. Si può chiamare conoscenza, amicizia, sentimento, fino ad arrivare all'amore, ma il punto fermo è la sincerità, la lealtà e la correttezza. Noi possiamo durare il tempo di una lettura o invece in antitesi quello di una vita intera a scriverci nella nostra evoluzione spirituale. Scrivo questo, in quanto il tuo pensiero come il mio vive nella totalità degli avvenimenti. Mai, prima che si avverasse, avresti pensato di cadere nella trappola che la vita stessa ti ha riservato e se magari qualcuno te lo avesse per scherzo annunciato…avresti fatto una fragorosa risata!. Tutto questo è accaduto anche a me e per questo Dolce Chiara una massima che è insita in me afferma: " Nella vita mai dire mai !". Il disegno che mi hai inviato, quello che ti raffigura è bellissimo! E l'espressione del tuo volto, della tua fisionomia mi ha incuriosito...quanti ricci segno di capricci nei tuoi capelli! Il tuo stesso volto è già appeso a fianco di foto ingrandite, scattate in qualche viaggio nel mondo e devo riconoscere che non sono ancora abituato a vederlo...improvvisamente appari! Grato del regalo disegnato a matita, in bianco e nero, ma sono certo che con il tempo assumerà dei bellissimi colori! Sono le sei di un pomeriggio nuvoloso e assonnato e come al solito mentre scrivo ascolto canzoni e qualche volta con l'ausilio della cuffia, mi isolo da questa realtà e si aprono scenari diversi e pieni di fantasia. E per questo motivo ogni volta che ricevo una tua lettera, associo alla stessa un sottofondo musicale nel farla mia, ed è accaduto anche oggi quando ho ricevuto le tue riflessioni. Di solito quando ti invio le mie lettere, conto come un bambino con il pallottoliere, i giorni che necessitano per arrivare tra le tue mani. A volte capita di rileggere improvvisamente ciò che mi hai scritto, ma per la carenza di affetto non c'è...la cioccolata?!...ho capito...prima o poi devo decidermi ad acquistare lo stabilimento dei Baci Perugina!!! "Sconosciuti ci comprendiamo come fossimo la medesima cellula" poi "La tua invisibile presenza nella mia via, fin quando non ti sei concretizzato tramite le tue lettere, in caso di mamma Elena". Probabilmente penso che in questo presente ci siamo rincontrati e non incontrati. Chissà in una precedente vita in quale maniera alimentavamo il nostro essere, in quale maniera comunicavamo e se alla stessa maniera di adesso compensavamo i nostri squilibri. Ora sorrido, in quanto come un flash è apparso nella mente il desiderio di immaginarti bambina, correre felice, tra le mani un aquilone per scoprirti un po' alla volta, come un bel film: scena dopo scena. Quello che vorrei è che tu non mettessi confini alla nostra amicizia, anche se mi è difficile spiegartelo senza guardarti negli occhi, è che attraverso di me poi parlare di tutto ciò che vuoi, senza limiti e tabù. Se sentirai la necessità puoi senza problemi scrivermi quaranta volte ogni giorno, come non scrivermi per quaranta giorni…cerca di cogliere la parte migliore di me e senza remore dimmi come posso fare per aiutarti, per esserti virtualmente accanto nei momenti in cui ti perdi, dispersa tra nebbie di malinconie che suonano lontano. Se guardo fuori dalla finestra vedo un immediato campanile a due battiti…i nostri cuori! Mentre colline ondulate disegnano il cielo, ma non potrò ovviamente mandarti le foto di questo scorcio che mi riempie i polmoni, dandomi ossigeno per continuare il mio incerto cammino. Dalla mia vera casa posizionata nelle colline Bolognesi in questo tempo vedrei grappoli di fiori violacei del glicine arrampicato tra i rombi delle griglie di legno, nella parte superiore del pergolato. Sentirei il profumo dolce e intenso del gelsomino appena sbocciato. Quanto mi manca casa mia, la quiete serale del dopocena in giardino, un giro sul dondolo di legno e capire adesso che avevo tutto e quel tutto è diventato niente e sperare che quel niente diventi almeno libertà. Quando penso a questo, improvvisamente una fitta allo stomaco mi sorprende, quasi come un vuoto di montagne russe. Adesso vorrei parlare in intimità…avvicinati in contatto con il pensiero e per questo chiudi gli occhi e raccontami se vuoi, di quello che ti opprime, cercando di ipnotizzare il tuo diavoletto, scavando fino al punto esatto al fine di dare luce al buio delle tue paure. Se fosse possibile ti farei sedere sulle mie ginocchia, per via di una sana e genuina amicizia, quella stessa che tu ricerchi e mi offri. Quindi con fare fraterno ti accarezzerei spostandoli i capelli, facendoti da scudo con la mia figura e sicuramente tra le mie braccia inizieresti il racconto delle tue verità nascoste.
CHIARA
Mio caro buon Daniele, nuovo e antico confidente.. .chissà se, come me, sarai sveglio a contemplare, attraverso la musica, le infinite sensazioni dei pensieri che nascono e crescono come fiori in mezzo al prato. Contemplo la notte... lascio scorrere le note lente di ritmi lounge e penso a come sarebbe...immagino noi due seduti su una panchina...immersi nella natura di un qualsiasi parco cittadino a parlare conversare….confrontare le nostre opinioni, osservatori del mondo circostante, attenti nel percepire il particolare fugace e le curiose sfumature…accarezzati dai raggi del sole che filtrano dalle fronde degli alti alberi secolari, chissà quante ne avranno viste più di noi...ah!...se la natura potesse parlare, raccontare. Suona "La ragazza di Ispanema " ...e ancora cerco di immaginare come sei fisicamente…mani grandi…dita lunghe e affusolate...unghie ben curate…chissà se porti gli occhiali, avrebbero la montatura leggera, sottile e aldilà delle lenti, lo sguardo acuto, sfuggente ed indagatore...gli occhi indubbiamente luminosi e vivi...in moto perpetuo. E' difficile immaginare una persona solamente attraverso la sua calligrafia e i suoi pensieri e chissà tu come mi immagini e, come un sottile gioco...anch'io evito di fornirti elementi per farti capire come sono fisicamente…ogni tanto mi sorge l'idea di farmi una fotografia e spedirtela...poi freno il mio istinto, voglio assaporare la tua curiosità, come tu la mia. Hai passato una Pasqua serena? Per me è stata la prima bella Pasqua dopo un lungo periodo burrascoso...e tu sei parte integrante del fatto che lentamente sto risalendo la cima...un aiuto importante…che bello sapere che ci sei! Ho avuto occasione anche di sentire telefonicamente mamma Elena, ed è molto contenta della nostra "nuova" amicizia e parlando mi è nata una curiosità. Daniele quando finisci la pena? Me lo devi dire…stanotte ho fatto uno strano sogno e voglio capirne il significato...c'era un cancello alto con davanti un albero di ciliegio fiorito...e io ero lì con la macchina e le mie due cagnoline...e una conoscente che mi domandava perché eravamo lì...e io le dicevo che dovevi uscire e ti dovevo portare a casa e poi saremmo andati al lago...boh?!...ti prego fammi capire. Oggi per me è una triste ricorrenza...il 20 aprile 1990 mia madre morì a seguito di un tumore mal curato, andato in metastasi. Mia madre era meravigliosa. Ti mando una sua fotografia perché sono sicura che tu saprai leggere la sua bontà attraverso l'immagine…entrambi sappiamo bene che uno sguardo o un’ immagine valgono più di mille parole. Ti mando due foto sue e tre mie che ho fatto tempo fa.. .eh! eh! eh!...le più recenti le ho scattate due anni addietro. E ora mi leggo la tua lettera arrivata oggi...vorrei sapere a quale essenza appartiene il tuo profumo: è buonissimo e ancora grazie per i molti doni...non ho parole... riesci a risollevarmi in un attimo. Ho portato le mie due cagnoline, al parco e ho raccolto anch'io dei fiori per te…spero che ti piacciano e ora, in tranquillità, comincio a leggermi la tua lunga lettera. Chissà se le mie ti arrivano regolarmente. Caspiterina! io penso di mandarti le mie foto da piccolina e tu me lo scrivi...altro che sensitiva...qui siamo ai confini della realtà!!! Carissimo Daniele mio...mi stai emozionando...mi fai stare bene con i tuoi pensieri.. mai mi sono sentita così coccolata dentro l'anima…compresa fino in fondo e l'ho detto a mamma Elena e le ho detto anche che la nostra è una bella amicizia in evoluzione...dovevi sentire come rideva gioiosa. E ancora mi rifugio in te, il clima si sta facendo mite, è piacevole la brezza della sera, ti accarezza i sentimenti...sai Daniele…ogni giorno che passa compio dei piccoli passi e mi accorgo di quanto tu mi stia seriamente aiutando, seppur lontani, così distanti per circostanze e situazioni...pur sempre due gocce del medesimo oceano. E chissà se mai, anche solo un istante, indifferenti, ci siamo incrociati con lo sguardo... in un passato in cui eri ancora libero di viaggiare e io ero ragazzina...da quanto stai scontando la tua pena? Avendo io vent’otto anni, chissà quand'ero bambina...io Bologna l'ho visitata spesso e la mia curiosità freme, come desidero ardentemente vederti.. soddisfare la mia brama di identificarti…uno fra molti, unico dono prezioso di amicizia profonda e oltre...che la Provvidenza mi ha posto nel duro cammino che è la vita stessa, ti ha offerto a me come punto di ristoro, luogo ove riposare le tanto stanche e tediate membra. Daniele mio, che magnifico dono sei della Pietà celeste. Sono con te, giustamente nulla accade per caso.. .e non preoccuparti, ho compreso totalmente ciò che volevi dirmi, è anche desiderio mio instaurare e far crescere la nostra amicizia senza remore, né limiti. Sentimento che supera i soliti e semplicistici stereotipi di approccio sessuale tra maschio e femmina...o progettuali di convivenza matrimoniale. La nostra amicizia si nutre di AMORE PURO…senz’ altro. Sai ci penso molto, che strana la vita... io donna in quanto tale, incurante di ciò che può pensare o dire la gente comune. Rido quando apprendo che certe persone cercano di prendermi in giro, non sanno che io le ho già presi per i fondelli molto prima. Gente sciocca e stolta, credono di essere liberi, quando invece sono incatenati... noi no.. . non più.. avevo, sentivo il mio cuore intrappolato. . .ma qualcuno è riuscito... ha trovato la chiave e mi ha salvato.. Grazie Daniele! Mi ricordo S. Luca e la lunga salita per avvicinarci a piedi.. .per un fioretto e la stupenda panoramica della tua città, Bologna, vista da lassù. Ma non solo, quante città ho conosciuto e vissuto oltre Venezia, la quale mi diede i natali e dove ora son tornata.. passando e vivendo in tante città d' Italia. In tutte ho lasciato un po’ di me... Milano è la città ultima, dove ho conosciuto il mio compagno, l'unica città che mi ha distrutto e perciò la detesto... non ho nessun bel ricordo di quella città maledetta e nefasta. . .bocca dell'inferno dell'umanità, centro focale della malvagità. Serbo molto rancore e non me la sento di parlarne, torniamo a noi è meglio, non voglio rovinare questa bella serata con ricordi brutti e dolorosi. Voglio solo coccole e coccolare il mio AMICO e sai, per ironia del destino, anche io, quando abitavo ancora con papà e mamma, nella vecchia villa, c'era un glicine enorme che spaziava per tutta la cinta.. .e, dall'altra parte ortensie, sicomori e grandi pini marittimi. E' rimasto solo il ricordo... ma è così dolce.. .sei tu di una dolcezza infinitamente squisita, che fai riaffiorare nella mia mente, preziosi ricordi che sembravano annegati nell'oblio della sofferenza. Ti capisco, anch'io sento la medesima morsa allo stomaco... manca il respiro.. ma, come dici tu.. .ora è il presente, la vita è bella e inaspettatamente ti sorprende, donandoti nuove gioie. Non smetterò mai di ringraziare mamma Elena per avermi fatto leggere le tue lettere e spronato a scriverti. . .e stata una eccellente mediatrice del destino...eh, eh, eh...sono contentissima!!! Con l'occasione di sedermi sulle tue ginocchia... no, non parlerei.. .ma ti abbraccerei forte, forte.. rimanendo cosi un tempo infinito... lascerei scivolare così tutto il doloroso rancore che ancora mi pesa dentro. Si, ti abbraccerei fortissimo.. mi manca.. è da tempo che non abbraccio qualcuno.. mi manca proprio questo contatto fisico, però non mi fido di nessuno qui fuori... l'abbraccio, in se per se è un gesto di totale abbandono e fiducia verso cui lo concedi.. .e l'unico che vorrei abbracciare ora.. .sei tu. Il tempo scorre e sono ancora con te e leggo la seconda parte della tua lettera profumatissima e . . .che ne sai.. dopo l'autunno torna sempre la primavera.. in cuor mio prego e spero che, prima o poi, la tua pena si concluda e tornerai a fare parte della globalità del mondo libero. Quanti anni hai? Trenta, quaranta,cinquanta. ..? Prima o poi dovrai uscire di lì, da quel posto che mi descrivi cosi delicatamente...ma che io purtroppo conosco...sai internet!!! E so che non è proprio un ballar di carnevale, anche se sono convinta che tu con la tua presenza sensibile, riesci a renderlo piacevole. Ma in verità che sensazioni provi nel sentirti privo della libertà? Toglimi una curiosità.. .tu puoi fare colloquio solo con i familiari o possono venire a trovarti anche gli amici? E' solo una curiosità, perdona la mia invadenza. . E sono pronta per coricarmi, un altro giorno è passato... insieme al tuo pensiero che, come cavaliere spazza via, lontano da me, i demoni affamati. Non immagini quanta forza tu mi stia donando con la tua presenza costante.. .non serve che elaboro pensieri.. tu li hai già scritti e già attendo con ansia la tua prossima lettera.. .sai che mi piacerebbe ascoltare la tua voce... chissà come è la tua voce... un dolce abbraccio.
DANIELE
Ci sono giorni in cui scende un tiepido acquazzone dai miei occhi e il mare che e' in me e anche quello in cui vivo si agita, preso da questo temporale, mentre il nodo del mio attracco, quello che mi tiene ancorato al mio tempo, si scioglie e mi ritrovo disperso in queste onde che, come la vita da lontano mi ingannano e le vedo ingrossare al ritmo del mio pianto. E prendo il largo verso l'ignoto destino a cui vado incontro e solco le onde delle mie incertezze, cavalco quelle delle mie debolezze e laggiù dove l'acqua è orizzonte, intravedo la luce del mio mondo. Vorrei allora allungare la mano per prenderlo, ma il rossore che appare sul mio viso, mettendo in risalto il mio timore, mi ricorda che deve soffiare ancora vento a spazzare via il tempo per potermi riprendere la stagione del mio sentimento. Ci sono giorni impossibili da vivere, dove tutto mi sembra perso e il sorriso che mi accompagna nel mio cammino quotidiano, nasconde la mia malinconia e trovo chiuse tutte le finestre per respirare un po' di libertà e da questa apnea il mio sguardo si ferma sul corridoio, mentre passa la mia ombra con nelle mani questa vita artificiale. E in me non ritrovo più le motivazioni per le quali ho resistito fino ad ora; forse sono state lavate via da una lacrima e non so più a cosa credere per poter pensare che non è finita, mentre mi accorgo di chiedere ancora tempo alla vita per sperare. E tu, che leggi questa mia litania, comprendi cosa vuoi dire capire di vivere soltanto per i ricordi, perchè non c'è più presente ora per crearli. Quelli fatti di immagini fermate un istante, rinchiuse con me adesso sopra a un muro: di un po' di amore che ho lasciato per la strada. Comprendi, mentre io trascorro la notte ad inseguire la dignità che mi è stata rubata, cosa ti può dare una relazione colorata, passionale e travolgente o ne condividi una in bianco e nero, vissuta nel grigiore di concedersi a giorni fissi. Quanta nostalgia in queste canzoni che hanno condiviso con me nuove emozioni e che adesso, riascoltandole, rimbalzano nella mia mente e mi ritrovo solo con questa immensa solitudine che mi tiene la mano come se fossi un bambino. Con questa voglia di normalità che adesso non posso più pretendere e alla luce di questa realtà tutto può succede qui con la fantasia. Si consuma a poco a poco in questo momento la mia curiosità, verso le entità che hanno un'anima, come mi accorgo di spegnermi, mentre mi chiedo se è tutto qui quello che rimane di me, se da questo metaforico cumulo di cenere che mi rappresenta può emergere ancora un cuore che batte e una mente che pensa, che sia anche in grado di trasmettermi l'entusiasmo e l'immaginazione per potere sognare ancora. E da questo sentiero che la vita mi ha dato da percorrere, capisco che mi perdo, quando alzo la testa verso la via per potere rifiatare durante il cammino e mi ritrovo con la realtà davanti ai miei occhi e comincio a sentirmi male, perchè non sono più abituato a rivedere il mondo che ho lasciato. Ci sono giorni in cui dimentico la sensazione che mi trasmette la visione del mare d'inverno e quando non la sento scorrere nelle mie vene non riesco poi a ricordarmi che dovrei vivere tutti i giorni intensamente come se fosse sempre l'ultimo che mi si offre e allora mi allontano da questa fantasia, mentre mi ritrovo a guardarmi nello specchio con la rassegnazione che si può leggere nei miei occhi. Certe notti mi sento troppo solo dentro a questo letto spoglio di affetto e vorrei aprire le lenzuola per ospitare una nuova illusione senza capire che le mie mani devono ancora aspettare per accarezzare il viso di chi ha deciso che è tempo di amare per me. Certe notti quando scende il buio e mi piace farmi avvolgere dal mistero e tutto intorno è silenzio, ritaglio con il pensiero la sagoma di una stella che mi appare dal cielo e l'adagio sul mio cuore per capire se questa luce che a volte si fa più intensa, brillando dall'infinito, è in grado di risvegliare in me il coraggio di vivere, di ricordarmi che tutto è di passaggio, anche la mia vita artificiale."
Questa mattina mi sono svegliato con il desiderio di scriverti e quando sale il desiderio di viverti, leggo le tue riflessioni e allora il cuore si quieta e il mare che c'è in me, ritrova l'onda tranquilla dopo la tempesta.
"Ora so di essere sopravvissuta e di essere più forte e caparbia e ogni giorno respiro aria nuova e nuove prospettive...". Questa tua considerazione mi appartiene completamente in quanto nonostante tutto è come se fossi un naufrago che è riuscito a ritrovare il contatto con il tempo. Ho recuperato il tempo, mi sono di nuovo allineato al ritmo delle persone, consapevole come non mai delle mie forze e della mia capacità. A volte mi sorprendo quando capisco di possedere qualità che credevo perse e allora faccio la conta... hai mai giocato a nascondino?!.. e ritrovo valori, ideali e soprattutto il sentimento. Ho tanta voglia di dare e ricevere amore, di essere contento per il sapore di cose semplici, ma immense nel comprendere che esistono ancora. Come vorrei, ... a occhi chiusi canterei una filastrocca e dopo nel riaprirli li spalancherei nel ritrovare un piccolo letto e assopita all'interno dello stesso... una bambina.. mia figlia! Cosa darei al fine che questo sogno si avverasse!!! I miei occhi sono già umidi e un rumore oltre tutto, mi riporta nel presente. Anche per me è difficile comprendere l'avverarsi del destino, ma adesso come te lo voglio accettare. La nostra corrispondenza si intreccia in passaggi conseguenti, senza che sentiamo la necessità di leggerci per dare risposte, già sappiamo in anticipo ciò che scriveremo! Hai visto il film: " Ritorno al futuro ? " quando sono andato a esplorare gli "Universal Studio's" a Los Angeles, ho visitato lo spazio destinato alla macchina originale e anche il municipio quello del fulmine.. con lo scienziato appeso alle lancette dell'orologio...cosa mi fai ricordare!!! La passione della curiosità ti sta avvolgendo la mente e il corpo e allora rispondo ai tuoi quesiti, affermando che i tatuaggi mi piacciono ma non sul mio corpo, in quanto difficilmente amovibili e io non amo di natura le evenienze che restano uguali nel tempo. Infatti a Sharm in Egitto mi sono fatto tatuare però con l'hennè, nella valle tra il pollice e l'indice, uno splendido sole. Ogni sabato partecipo alla funzione religiosa e nell'intimità ritrovo la determinazione al fine di proseguire nei miei scopi. Mi è facile, visto che servendo sono più vicino a Dio, sull'altare, conoscere me stesso inginocchiato sui gradini a lato del crocefisso e da quel preciso punto elevare la preghiera. Ti ritrovo nel chiedere che il Signore sia sempre presente in te e per questo infonda nel tuo essere valori assoluti, aprendoti la strada verso il bene di un nuovo stile di vita. lì male come tu sai è sempre in agguato e per questo vorrei contribuire a fare in modo che la serenità, la gioia della vita nel viverla, ti possano restituire la fiducia in te stessa, associata alla speranza. Ma io, sono un granello di sabbia nel deserto, una formica innanzi alla cicala, una goccia della pioggia... ma anche il tuo vento di follia.. speriamo che questa miscela.. .sia produttiva! Adesso osservo il panorama, il castello e le colline, poi il campanile da me già descritto. Per quanto riguarda il sentirsi oppressi, penso che sia una situazione soggettiva, io voglio prendere il meglio dal peggio. La totalità dei miei pensieri, porta il mio essere anche se privo di libertà, sopra alle parti, alle volte ridicole improduttive lamentele, portano alla perdita della credibilità. Gli anni non sono altro che un ciclo involutivo dell'essere umano, in quanto sommandoli ci si ritrova logori nel fisico e quindi si regredisce e la vera età è riconducibile alla consistenza dello spirito libero, frutto di esperienze e di sentimento donato e ricevuto, la dobbiamo cercare in elevare la felicità. Ma adesso é bello svegliarmi alla mattina e sentirti accanto con il pensiero, libero endorfine benefiche ed euforiche.
CHIARA
Ti piacciono le ciliege? lì ricordo più bello in assoluto appartiene alla mia infanzia e tutto era perfetto...l'estate 1989 a Perugia dai nonni materni...io seduta sotto l'albero sola a guardare il panorama.. la cittadina distesa a sonnecchiare nell'afa pomeridiana. . sola a mangiare grosse e rosse ciliegie dolcissime. Tutto era perfetto, la mamma e il papà sul divano a guardare la televisione, mio fratello a riposare nella cameretta, il nonno e la nonna a giocare a carte. lo fuori in mezzo al campo.. il ricordo dei roseti fioriti, del gelsomino... le ginestre verdeggianti.. gli ulivi in fondo... io seduta lì a far pensieri e ragionamenti di bambina. ..sai.. .continuavo a ripetermi che non avrei mai smesso di giocare e che mai avrei smesso di sognare. Ero piccola.. .era tutto perfetto e ciliege così buone, grosse, polpose e dolci non ne ho più mangiate. La vita è ciclica ed io non mi posso lamentare, nonostante tutto ho molti ricordi più o meno felici.. alti e bassi e adesso sono impegnata a metabolizzare anche il dolore, la sofferenza. Trasformarli in esperienza non negativa, ma costruttiva, che sia utile per un evoluzione progressiva dell'essere, ecco mi piacerebbe riassaporare il gusto di quelle ciliegie, senza tornare nel passato.. .ora, nel presente. Non ho più sonno... io sono una sognatrice ma, stranamente, con le droghe non ho mai sognato.. da sciocca, sperimentando, atrofizzavo la mia creatività. . ho provato di tutto.. fumavo le canne.. .sniffavo cocaina ed eroina, e fumavo le stesse a crack... assumevo anfetamine, acidi, idma, popper . . non mi sono mai bucata, per una fobia congenita alle iniezioni.. questo mi ha salvata. E' una notte lunga. ..tiepida e serena, una buona notte per guardare dentro me e riordinare un poco il mio passato.. stammi vicino Daniele.. stanotte apro il mio vaso di Pandora.. .per cercare di tirare fuori una parte di me e liberarmi un po'. Dicevamo che ogni individuo ha le proprie sofferenze e ognuno guarda il proprio dolore...ognuno ha il suo. Mia madre si ammalò l'estate del 1989...il 20 aprile del 1990 mori... a maggio io ebbi le mie prime mestruazioni e a giugno compì 13 anni. lì tempo.. .tanto amato e tanto detestato, il tempo ha ragione su tutto.. .hai ragione.. è un fidato alleato, silenzioso ti accompagna.. discreto.. passa e lenisce le ferite.. .quanti ricordi. Ho cominciato a fumare a 14 anni, una mattina con 5000 lire, invece di comperare la merenda, sono entrata in tabaccheria e ho comperato un pacchetto di Marlboro e un accendino.. poi sono andata al parco.. .mi sono seduta e ho cominciato. La mia prima esperienza sessuale fu un disastro.. volevo provare, volevo farlo.. .quindi trovai un ragazzo più grande e lo feci... uno schifo.. era meglio fumare una canna e masturbarsi. Non feci più sesso fino a 16 anni...quando mi innamorai, il primo di tanti grandi amori...ero maturata? La mia seconda 1 prima volta fu un idillio. Intanto studiavo scultura all'istituto d'arte...niente droghe chimiche.. .mi piaceva fare l'amore e studiare, disegnare, scolpire, scoprire il mondo...anche il periodo tra i 16 e i 19 anni fu abbastanza felice e dopo la maturità decisi di andarmene da casa.. ma ero ancora troppo piccola e ingenua.. .forse lo sono anche adesso.. .troppa libertà in mano ad una ragazzetta che si atteggiava a donna. La mia affermazione ricorrente era: " sono libera di fare ciò che voglio, quando voglio, come voglio, dove voglio.. .e perché lo voglio" . . frequentavo l'accademia di belle arti, lavoravo la sera come Barman e cambiavo amore come fossero vestiti.. cominciai a sniffare e poi a prendere acidi.. ma niente allucinazioni o viaggi psichedelici. . solo una costante alterazione della realtà, che si poneva di fronte a me con ancora più crudezza e mediocrità. Smisi di frequentare i corsi, persi il lavoro e, quando mi resi conto che il vizio era diventato necessità, ebbi paura e tornai a casa... la mia prima disintossicazione da sola... "Papà, sono una tossica, usavo cocaina e atre droghe pesanti, ora sono pulita, ma ho paura Lui.. "Chiara, è un problema tuo, io non ci credo.. .e se fosse vero, è tua responsabilità non ricadere". Non giudico mio padre.. avevo 20 anni.. e lui, semplicemente, non voleva ammettere quella realtà e, soprattutto, non voleva vedere una realtà più grave.. .che sua figlia era da tempo malata.. .dicono personalità Borderline con tendenze depressive, esaurimenti nervosi trascurati che hanno portato l'individuo all'assunzione di sostanze stupefacenti psicotrope. Paroloni pieni di sale.. sei mesi dopo quello scambio di battute, ricominciai a farmi.. mandai a puttane una convivenza con uno tra i tanti uomini che frequentavo e me ne andai un'altra volta. Mia unica compagna la droga... niente paradisi artificiali, mi era necessaria per non pensare. Ero rinomata come tatuatrice. . andavo a Milano a ballare agli afterhour e li conobbi il mio compagno.. tossica io.. .tossico lui.. mi resi subito conto del disastro.. del baratro in cui stavo tuffandomi a volo d'angelo.. ma volevo vedere fino a che punto volevo toccare il fondo. Cominciai a scavare e seppellire.. seppellirmi completamente, ci rovinammo.. ero innamorata di lui... lo amavo da impazzire, gli ripetevo continuamente: " Quando diventerò unica per te, come tu lo sei per me? ". Passammo nove mesi turbolenti, una passione irrefrenabile, violenta come un uragano e dolce come il miele.. sempre più giù.. verso l'inferno e poi il colpo di grazia. Ma quante volte ripetevo: "Smettiamola, curiamoci. . ti amo.. .basta drogarci..." ma ero troppo debole, la necessità più forte...facevamo l'amore sognando di prolificare...ma cera la droga..." Se rimango incinta.. smetto tutto.. .ci sarà mio figlio e basta...". Poi il botto due anni fa, il mio compagno fu arrestato per spaccio e condannato a tre anni di detenzione. Due giorni dopo la sentenza smisi di fare tutto... un mese di agonia, una brutta disintossicazione e le mestruazioni ripresero, fino a qualche mese fa sono rimasta a Milano a subire una vita non mia.. che non è mai stata mia. Poi lucida e consapevole ho deciso di riprendere in mano la mia esistenza. Me ne sono andata da quella maledetta città e sono tornata a Venezia, ho trovato un appartamento e mi sono trasferita e.. tutto il resto è storia recente... ma quanti ricordi devo ancora analizzare, scorporare, digerire e metabolizzare. Amo ancora il mio compagno? Non lo so.. .ora la domanda che mi perseguita è se, in verità, io l'abbia mai amato.. .51.. .ma non amavo me stessa e ciò mi stava distruggendo. Certo è che ora, in questa attenta analisi introspettiva, non me la sento di esprimermi radicalmente, semplicemente ora non so nulla e di quel nulla so ancora meno. Ammesso che esista il "Mio" uomo ideale deve essere anzitutto se stesso, sempre e comunque, con i suoi pregi e i suoi difetti… con il proprio bagaglio culturale, basato sui propri studi e le proprie esperienze. Essere del mondo e conoscente del mondo stesso, deve avere passione per tutto ciò che pensa, dice fa. Che riuscisse a colmare i miei vuoti, come io cercherei di colmare i suoi e disperdesse le mie debolezze in un lungo abbraccio. Che sia secondo i miei gusti, piacente... narciso quel tanto che basti a me per ammirarlo e godere della sua fisicità e dovrebbe avere l'istinto paterno, mi piacerebbe avere dei figli... tanti quanti Dio vorrà concedermi e perdermi nel suo sguardo adorante, mentre osserva i propri bambini crescere.. e che mi ami per tutto ciò che sono stata, sono e sarò. E' notte fonda, è iniziata anche questa domenica e con essa piacevolmente sei sempre nei miei pensieri.. si sono, sarei orgogliosa di illustrare i tuoi scritti, i miei disegni rispecchieranno ciò che sento dite... il motore che genera, trasforma, evolve il mio ricordo felice.. ora le tue lettere. La tua presenza, la tua realtà, la tua bontà, il tuo amore che disperdi al mondo dalla clausura forzata e penso che, quando riusciremo a comprendere il destino che ci ha fatto incontrare.. festeggeremo e proclameremo lodi veraci. La vita è meravigliosa quando… dopo tanto peregrinare e soffrire, scopri il tesoro tanto anelato. Ci saranno momenti ancora bui… ma so di non essere sola.. .tu nutri la forza dentro me... una parte dite mi accompagna, vigila e controlla che tutto vada per il meglio e ciò mi rassicura.. da poco tempo ci conosciamo, eppure un'eternità che ci comprendiamo. Ringrazio Dio della tua esistenza...ora ci sei...e ci sei sempre stato.
DANIELE
Scende tortuoso il fiume in ampi spazi di acque increspate al vento, sommerge terre, circostanti gli arbusti nelle foglie si completano. Una torretta svetta solitaria, mentre le colline intorno sono in fiore; di primavera l'aria è densa. Un parco, tondo è il suono di uccellini che due cagnette marroni e grigie, piccine, rincorrono insieme a qualche nuvola. Una panchina in legno scuro e sopra ad essa due ragazzi senza certezza alcuna, tra di loro incrocio di mani e di destini pieno di futuro, sorridono, alternando sguardi e baci non più rubati all'età incolta di trenini che sfiatano con la voce. Un passeggino spinto con gioia da genitori, tranquilli, i passi verso casa sembrano di meno. Due ragazzine strappano fili di erba che mettono tra le labbra e provano a soffiarci dentro e sale il ricordo di prati amici, quando cercavo riuscendoci, quello stesso suono. Ecco quello che vedo dalla finestra che guarda verso il mondo e sento la necessità di abbeverarmi alla tua sorgente-mente, pura e limpida come la cascata di un ruscello. Ho bisogno delle tue attenzioni, coccole, sorprese, pensieri, gesti piccoli ma significativi.. .e quelle margherite son già su di un cartoncino colorato e poi appese sul telo della mia vita, accanto al mio letto. Ho voglia di vivere di queste carezze intense, quelle che mi doni costantemente, ho voglia di assaporare l'essenza del valore emotivo che mi rendono, quelle stesse piccole cose, frutto di ingegno e di amore vero e incontaminato. Nutro il desiderio di sentirmi vivo, vitale contro ogni luogo comune imposto dal deserto dell'essere insulso, per raccogliere i fiori del giardino dentro di te, i quali sbocciano incessantemente e sempre più veri e variopinti. Come ho apprezzato immensamente il regalo della foto di tua mamma... un altro fiorellino che è nato dai raggi del sole, un bellissimo quarto di luna in un cielo di stelle, che si è completata nel momento in cui sei venuta al mondo. Ed è sempre il destino.. .e ironia della sorte vuole che il 20 aprile sia giorno nefasto anche per me, infatti è il giorno in cui ho compiuto inconsciamente il mio primo e unico reato... il giorno in cui ho perso improvvisamente tutto. Quindi possedere l'impensabile.. .in un attimo chiudere gli occhi e ritrovarsi improvvisamente tra le mani giustamente il niente. In silenzio poi, risalire il sentiero della vita in silenzio, a testa bassa credere in me anche quando tutto il mondo è contro. Quando solo, incito la volontà e la speranza al fine di comprendere che tutto questo un giorno finirà. Ma adesso non mi sento più solo, se mi volto, al mio fianco ti ritrovo e per la prima volta in vita mia non voglio soffermarmi sull'esteriorità, non voglio commentare, è mia intenzione andare oltre, però voglio soffermarmi sulla intensità luminosa dei tuoi occhi, i quali hanno carpito la mia curiosità nel recepire anche la tua furbizia. E poi la piccola stellina verso gli zigomi è sensuale e accattivante. Sono nato un mese dopo di te...16 luglio ed era una domenica afosa e quella sera alle 22,30 sono nato con la . . camicia, cioè la placenta. Dicono che porti fortuna e infatti per certi versi è stato cosi. Ma ogni tanto quando ricordo una emozione troppo forte, come il richiamo della libertà, vissuta con la moto al vento verso il mare, sento dentro di me l'eco di un abbaiare di cani che mi mette in guardia sulla possibilità che un rigolo d'acqua solchi il mio viso e scardini la mia dignità. Se adesso chiudo gli occhi, rivedo un treno con all’interno un amore passeggero, mentre in compagnia di amici, accompagnati dal suono di una chitarra si cantava e di un falò in riva al mare in un girotondo aperto verso il mondo, mano nella mano e di una barchetta rovesciata sulla sabbia, mentre le arrivano onde a fine corsa, messa lì apposta dal destino per nascondere appartati, sotto l'angolo di una stella, promesse per l'eternità. Apro di nuovo gli occhi e a intermittenza li richiudo e un’immagine mi vede proiettato nel filare di
un vigneto, con accostate al ciglio dell'inizio del sentiero i nostri mezzi di trasporto, il cui nome era come quello di un saluto, mentre alimento il sentimento estivo che era nato, attraverso l'unione dei nostri corpi, che resterà per sempre incompiuta, alla luce dell'arrivo annunciato dal richiamo vocale di sua madre, pronta a dividere senza severità, il nostro desiderio adolescenziale. Mi rendo conto che nel momento in cui si vivono certe esperienze, sul nascere sembrano avvenimenti normali, ma con il trascorrere del tempo assumono una realtà diversa, in quanto al confronto con altre, si comprende poi l'unicità che le distinguono. Attraverso la rivisitazione della memoria, prende definizione l'espressione di quegli occhi neri e profondi, timorosi e per questo quasi spalancati, il cui riflesso da lontano si addentrava nei miei, i quali difficilmente riuscirò a dimenticare. Quegli occhi mi hanno trasmesso il seme della dignità. E quello stesso bambino mi osservava smarrito per la diversità di civiltà che rappresentavamo essere e teneva tra le mani il simbolo del suo modo di vivere, costituito da un'insieme di piccoli rametti rinsecchiti di alberi di acacia, intrecciati tra di loro a simulare una palla da gioco. E in quegli occhi del piccolo Masai, mi sono rivisto nello specchiarmi bambino, mentre giocavo a pallone nelle strade e riflettendo attraverso questo flash-back, ho annuito all'idea che l'amore insegna agli uomini che sono uguali, ma io davanti a lui mi sentivo a disagio, perchè portavo l'indifferenza del mio tempo, di quel mondo senza pietà e troppo sicuro di se. Del loro mondo gli abbiamo portato via il tutto: dagli uomini, alle ricchezze, alla cultura, all'arte, restituendo in cambio armi per fare la guerra, farmaci scaduti, rifiuti tossici, abiti usati mentre loro si aspettavano solo e solamente comprensione. E quel bambino invece portava ancora, la fantasia di un altopiano e di quella palla un po' ovale nella forma e di un sorriso a farmi comprendere che era più felice di me, nonostante vivesse di niente, perché non possedeva niente e perché per essere felici mi ha insegnato che basta un niente. E nel tempo ho ritrovato il significato del suo canto, ho compreso il suo linguaggio e in quel dialogo per me costituito di parole incomprensibili, mi voleva invece consegnare la sua essenza: "Sono un figlio dell'Africa dal grande vestito bianco, vanno i miei piedi nella polvere di un lungo cammino. lì grande sole dell'Africa s'arresta allo Zenith per ascoltarmi cantare e io canto, io danzo, come gli aironi che volano tra le palme ondeggianti, sulla riva del mare". E poi ancora, azionando come se fosse una leva il richiamo della memoria, si ferma collocandosi di sera e lei un'amica occasionale, conosciuta durante lo stesso viaggio in Kenya, si avvicinò alla mia persona e mi guardò intensamente negli occhi e stranamente titubante in quel dialogo, mi confidò: "Non sono sicura, non sono sicura che è in questo modo, il fare all'amore", mi vorrei sposare aggiunse, ma questo dubbio mi assilla e per questo condiziona la mia felicità, ma ho compreso nella tua persona, osservandoti, la sensibilità che ti distingue, la quale traspare anche quando ridi contento o impegnato in discorsi mai banali e per questi motivi, nutro la speranza che mi aiuterai, al fine di comprendere, in un raffronto. Ed io rimasi immobile a riflettere, pensando in un primo momento, alla possibilità di non avere saldato un vecchio debito con il destino, in una vita predente, visto che lo stesso mi perseguitava con proposte indecenti in ogni parte del mondo mi affacciasi. E poi che non ci potrà mai essere amicizia disinteressata e vera, ma circostanze cordiali tra uomo e donna, inevitabilmente si è sempre attratti nei confronti di un nuovo modo di essere e di interpretare la vita, in caso contrario, non si accetterebbe il dialogo confidenziale conseguente con assiduità, il quale indistintamente può coinvolgere entrambi i sessi. Dopo avere preso tempo, gli spiegai quello che rappresentava per me l'amore rapportato alla sessualità e mi dilungai in un primo momento sull'evidenza che tra due persone è importante l'attrazione fisica, associata anche a quella olfattiva della pelle, nella reciprocità dell'unione e che le sensazioni più profonde, si vivono donando il sentimento verso il raggiungimento della sublimazione emotiva, quella che ricerco sempre, vissuta anche attraverso l'orgasmo del proprio partern. Devi comprendere se le emozioni che il tuo compagno riesce a trasmetterti, riescono a farti vibrare, le dissi, se quando ti sfiora il corpo provi un sussulto che inventa un respiro di fantasia e se mentre ti concedi, il mondo di carezze e di attenzioni che si apre avvolgendoti, ti appartiene o se invece ti senti pur partecipando, incompresa. Non posso aiutarti come vorresti aggiunsi, perchè per me l'amore fisico come lo pretendo, non si fa provare, ma va vissuto. L'universo femminile si aspetta sempre che qualcuno riesca a creare in loro un sogno da vivere, nell’immagine di un uomo vincente, che riesca appunto ad associare il fascino, alla volontà di affermarsi in tutte le situazioni, anche nell'ambito lavorativo e poi che sia abile a coinvolgere in un divertimento, non dimenticandosi di essere dolce nei momenti dell'amore. E per questo essere stravolto e avvolto da momenti imprevedibili e passionali, non costituiti da semplici luoghi comuni, associati al senso del dovere e a volte basta uno sguardo intenso, per lasciarsi inconsciamente trasportare nei confronti di chi riesce a comunicare il concetto, che la vita è come una canzone, per fartela apprezzare, qualcuno, deve fartela conoscere. Ed è sempre il destino, che si manifesta magari nel percorrere iniziali viaggi di sola apparenza, nel loro sviluppo, per ritornare poi con enfasi, da dove avrebbe dovuto concretizzarsi in precedenza e da quella nuova scintilla, prende il volo per seguire infine la realizzazione del suo stesso avverarsi. Questi percorsi, ci consegnano tra le braccia delle persone con le quali vivremo situazioni sentimentali, per un solo incontro o per una vita, intercettandole in un viaggio, frequentando un fitness, in un ambiente di lavoro o in un’emozione, la quale per la morale comune non dovrebbe mai nascere, quando appunto, si posa nelle persone già impegnate in un rapporto. Ma questo non è dato saperlo o prevederlo in anticipo e il suo mistero rappresenta uno dei sentieri più emozionanti da percorrere, che la vita stessa può offrire: tutto, può succedere improvvisamente. Mi sono fatto forza una mattina e sono andato incontro al mio giorno ed ho incrociato dentro a un bar lo sguardo di chi mi avrebbe preparato un caffè e poi al ritorno dalla toilette mentre saldavo il mio debito, ho allungato la mano per prendere la testimonianza del pagamento, tra alcuni svogliati scontrini presenti e in quel momento, lei mi ha detto: " Prendi... il tuo “questo", porgendomelo con un sorriso denso di malizia. Ed io sorpreso mentre uscivo, tra quel sapore di caffè ed un addio, ho realizzato e girando lo stesso scontrino mentre attraversavo la strada, ho constatato che aveva apposto su di esso, il suo numero di cellulare. Se l'avessi digitato, magari più tardi sul mio, chissà, forse oggi non sarei ospite nel triste albergo della vita, ma forse lo stesso destino che mi accompagna, aveva offerto una speranza, che non ho saputo raccogliere, oppure si è avverato proprio perchè quella facile conquista, seppur un’ ennesima affascinante conquista, non è riuscita come altre a coinvolgermi nel giorno del mio sbaglio. E di quel giorno c'è chi ha scritto e poi cantato:
"Aveva gli occhi belli ed una barba finta, Aveva gli occhi belli ed una giacca in tinta, Aveva gli occhi belli come l'amore, ma aveva sempre gli occhi di un altro colore...
CHIARA
Solo Dio sa quanto mi piace il profumo che spruzzi sulla tua carta da lettere.. vivo istintivamente.. seguo l'onda, mi piaceva giocare a nascondino, ma adesso sincera fino all'inverosimile, sono consapevole di essere come una scatola cinese... miriadi di intercapedini, tutte reali nella loro essenza. Io sono una, nessuna e centomila.. .parafrasando Pirandello, ma sempre comunque io. Sento il tuo profumo e le tue parole scorrono su di me e musica lounge rimbalza tra le pareti della stanza e dentro me. E ti leggo e sento le tue mani carezzarmi il viso, le guance, i capelli.. .sei di una dolcezza infinita, provochi in me una commozione infinita, è così ostico trovare persone, entità simili a te: " ho tanta voglia di dare e ricevere amore '...ed ecco il mio cuore palpita, vibra all'unisono con il tuo e con tanti altri che sono come noi, ma tu.. .tu sei speciale e la Provvidenza nella sua smaliziata ingenuità, ha voluto ricongiungerci. . dopo tanto vagare e più di tutto il tuo profumo, i tuoi pensieri.. il tuo animo. Ma non mi chiedo più il motivo...lascio che il destino segua il suo corso e corro dietro il mio istinto...SEI BUONO!!! Tanti ricordi, diversi eppure simili, tu in giro per il mondo, io per l'Italia.. il primo episodio di "Ritorno al futuro", l'avrò visionato cento volte.. minimo.. e la macchina.. che, per viaggiare nel tempo, doveva superare le sessanta miglia orarie, dopo tanto tempo tu sei riuscito a farmi felice e ridere di gusto, ridere per la gioia dei ricordi. Ci siamo alzati presto stamani, per passeggiare tranquilli, ho indossato una maglietta bianca e i pantaloni grigi della tuta. Ti ho messo in tasca.. le tue lettere con me, ti porto a fare un giro.. devo comperarmi una macchina fotografica. Che bella giornata di sole.. .siamo scesi con le cagnette e abbiamo infilato la via.. piano piano, verso il parco lì ho lasciato libere i due batuffoli colorati e mi sono seduta sull'erba, ho tolto le scarpe.. ballerine bianche e ho incominciato a leggerti. . comunicare mentalmente insieme, nella quiete mattutina che delizia.. ma, che fame!?.. tanta la voglia di uscire all'aperto che non abbiamo nemmeno fatto colazione. Ci siamo alzati con le scarpe in mano, camminato fino al marciapiede.. sole caldo, prato fresco, che fame!!! Rido...rido! tra me e te, andiamo a soddisfare il mio...nostro desiderio...urrà!!!...la pasticceria è aperta!!! ordino un caffè ( mentalmente due )...un bicchiere d'acqua ( due ). . .mi perdo, immersa nella vetrina delle paste.. dunque. ..si, c'è... "Per cortesia una pastina di riso.. .e tu?" La banconiera mi guarda perplessa, mi volto... "Niente, solo una.. l'amico è a dieta..." Rido e anche la commessa ride.. parliamo un po' di tatuaggi.. ammira la stellina sugli zigomi, mi dice che vuole tatuarsi anche lei, le lascio il mio numero e alla fine mi chiede: "Ma prima, con chi stava parlando?" E io facendomi seria: "Con il mio migliore amico, ovviamente". E lei, ridendo: "Sei proprio matta !!!" ...mi ha offerto la colazione e mi ha detto che chiamerà in settimana... un altro contatto. Usciamo fuori e lungo la via scorgo un negozio che vende fiori...doppio urrà...aperto anch'esso!!! Le cagnette, avanti a noi sfilano come modelle, scodinzolando. .belle.. oggi è tutto bello.. .con te accanto, mi fermo davanti al fioraio e sbircio dentro. lì tipo mi guarda strano.. .ma dai, è una bella giornata per tutti.. sorrido e lui si scioglie, la tensione cala e allora gli parlo: "Mi perdoni se non entro.. .sa, con i cani non si sa mai.. vorrei dei fiori..." . . E lui ora gentile:
"Quali signorina?" . . .Si. . cinque rose bianche e una rosa rossa.. .sono per me ( per noi). . .e lui, di rimando: "E perchè non se li fa regalare? ... ho sorriso.. ."Sappia che queste rose mi sono regalate.... GRAZIE.. .sono proprio belle le rose bianche che tu, amico mio stupendo, mi hai donato.. mentre la rosa rossa è per te... maestosa, classica rosa rossa dal gambo lungo. E ora siamo a casa, sul mobile fanno bella mostra i nostri fiori e noi rilassati, a goderci questa giornata, mentre lenta sta cucinando la pietanza.. sapori semplici, oggi primo piatto.. pennette con piselli e fontina. Attendiamo l'ora di pranzo ascoltando la radio, io ascolto Play radio, trasmettono buona musica e i deejey sono simpatici e, soprattutto parlano con maniera e non sono scurrili, detesto le volgarità gratuite, logicamente anche a me scappano, usualmente quando mi innervosisco. Devo ringraziare la mia mamma ed il mio papà per avermi dato un'ottima educazione.. .che non ho mai accantonato neanche nella mia vita in mezzo alla strada, a contatto con bifolchi. . .e più degli uomini, mi urtavano assai i nervi le donne.. è brutto ascoltare una donna che si esprime come uno scaricatore di porto. Un conto è sapere parlare con tutti e avere la risposta pronta e un conto sparare castronerie casuali intercalate da parolacce. Ora mangiamo.. è pronto in tavola… Qual’è il tuo piatto preferito? O i tuoi piatti preferiti? Piccolo fiore ho telefonato a mamma Elena, penso che le tue orecchie avranno fischiato a lungo, perchè a lungo abbiamo parlato di tutto, ma molto di te ed ora ascoltando Jovanotti. Continuo a conversare con te, nel pomeriggio tiepido di questa folgorante primavera, distesa sul mio letto a mirare la rosa rossa ardente.. sei tu.. .e sentissi il profumo che emana. . meraviglioso come il tuo animo, i tuoi pensieri... Daniele.. e già aspetto domani quando il postino arriverà ed il mio cuore liberato palpita nell'attesa e semplicemente sono con te, ora, e bramo che sia eterna. Quanti attimi ci sembrano eterni e quanti giorni son passati come fulmini a ciel sereno.. il tempo è relativo, so solo che, ora che ti ho trovato... non ti voglio perdere.
I miei giorni spesi con te, non c'è stata un'ora inutile, sono tutti vivi dentro me stanotte e tu sei più bello che mai, come un'onda sull'oceano.. .se potessi chiederei mille secoli dite,
di noi. Abbracciami e stringimi ai giorni tuoi, in questo tempo assurdo che c'é, la sola cosa vera mia sei te. Poi domani quando verrà, lo attraverseremo liberi, le carezze che mi fai in ritorno le riavrai da me. Abbracciami e fidati dei brividi che tu mi dai, il resto poi è da scrivere tu abbracciami e parlami con gli occhi che sorridono e se vorrai il resto è da vivere... ti dico ancora abbracciami e stringimi, affidami i giorni tuoi li accetterò il resto è da vivere."
DANIELE
Piove e piovono lacrime artificiali sul mio viso, è l'acqua del cielo su di me, mentre corro solcando erba bagnata, preoccupato per il nostro avvenire. Oggi ho intercettato nella tua lettera che mi è giunta festosa e profumata, una velata indecisione proiettata verso il futuro di un’onda nuova, verso il destino che sarà quello che verrà e per questo hai deciso di non contrastarlo. Passi costanti, tranquilli, pieni di sicurezza riconquistata. Altri compagni da tempo già fermi, da lontano, nella distanza tra me e loro, percepisco che osservano la mia cavalcata.. corro incontro alla vita. L'importante è trovarsi pronti ad ogni appuntamento con la mente, costantemente in sintonia, sintonizzati sulla stessa frequenza emotiva. Non è ancora tempo di raccolta per noi che abbiamo seminato da poco. Quanti pianti per discorsi inconsistenti, ritrovati poi passati, mentre cerchi di fumo si espandevano fluttuando nell'aria, per non pensare alla realtà. Quante esperienze vissute a caro prezzo sulla propria pelle e non come tatuaggi delicati adesso sul tuo cuore. Quanti amanti che poi nel dopocena chiamavamo malinconia, eppur siamo ancora noi, qui, che parliamo in due questa stessa lingua, in questo dialogo che non vuole conoscere confini, per noi congeniti affini. C'è un mondo intorno a noi che ci reclama, che inconsciamente ci aspetta, lo recepisco dai colori intensi dei fiori che raccolgo pensando a te. Dal mistero delle tue impronte in passi pieni di amore che lasci ogni giorno sul mio cuore, lo vedo, nei sorrisi delle persone che mi vengono incontro festose. Questo pomeriggio che tarda consegnarsi alla sera, si evolve in modo riflessivo e introspettivo e allora adesso tutto può aspettare, tanto tutto scorre come deve. In poco tempo sei tornata in modo sorprendente alla vita sei sbocciata, ma lo sapevo, ero certo fin da subito ho recepito la tua vera potenzialità, il tuo essere da troppo tempo incompreso, soffocato da circostanze che non ti dovevano appartenere e adesso puoi di nuovo aprire le ali per volare farfallina. Quante volte ti ho cercata in vicoli senza tempo sognata e adesso insieme ritroviamo estasiati le piccole sensazioni che rendono la gestualità nel ricamare il desiderio di esserci in questo presente. Sale in me la rabbia per quanto hai sofferto e per non essere stato presente mentre ti disperdevi all'interno della tua malinconia. Siamo nella stessa lacrima come un sole e una stella, luce che cade su nuovi giorni, su tramonti che verranno nei tuoi silenzi pieni di rancore mi cercavi ed io ho sentito il tuo canto libero un giorno invadere il mio corpo. Come una fiaba conteremo fino a tre prima di aprire gli occhi e osservare se è a lieto fine, per noi congeniti affini, che abbiamo compreso che per aspettare l'alba deve passare la notte e il buio perde, sconfitto dalla luce di un nuovo giorno da vivere.
CHIARA
Piccolo fiore oggi ti ho pensato molto, ti sarà venuta l'emicrania e poi appena arrivata a casa il mio cuoricino ha cominciato a battere forte forte... la casella era zeppa.. tre lettere tue...OLE'!!! Oggi a Venezia è fresco e pioviggina...ora apro le tue lettere come se fosse natale, sai, quando scarti con cura quasi maniacale la carta che ricopre il regalo per non rovinare l'interno, a stento a tenere a freno la voglia di leggerti, beatamente confusa tra miliardi di piccoli piacevoli pensieri. Ora però mi lascio andare.. .ti voglio leggere.. sentire attentamente1 con la tua foto davanti a me, ma... sono un po' delusa.. sei in controluce e indossi gli occhiali da sole. ..UFFA'!~! Ne gradirei una a viso aperto...VORREI... GUARDARTI NEGLI OCCHI MENTRE PARLIAMO!!!. E' vero sei un gran pezzo...di uomo e poi perdonami la sfacciataggine, purtroppo a me piace l'uomo VILLOSO e lo sapevo che te.. .sei molto virile e.. PELOSO!!! lì mese prossimo comprerò una macchina fotografica, cosi ti spedirò altre foto.. ma non solo di me.. essa sarà il tuo occhio, viaggeremo insieme!!! E' tangibile la tua prèsenza, costante anche sul lavoro o quando mi corico la sera e mi svegli la mattina.. è pronto il caffè! Sarà ciò che Dio vorrà.. ogni mattina ripongo in Lui la mia giornata e la sera dedico il mio riposo. Se tu fossi una canzone..." Diamante" di Zucchero, si.. .ecco penso a te.. ed è la prima canzone a venirmi in mente..." Diamante"…CAMMINERO'.. che bello essere liberi avere la libertà.. cosa ne pensi della libertà?
DANIELE
Ho avuto tanto dalla vita e penso che per bilanciare, il destino ha voluto farmi conoscere un aspetto dell'esistenza che altrimenti non avrei mai conosciuto. Ho imparato a volere bene alle persone, ad aiutarle per altruismo e non per interesse o convenienza. Nella mia "vita precedente" ero più selettivo, più critico, più immaturo, più superficiale e tante volte, in verità sbagliando, pensavo che il benessere in cui vivevo fosse: dovuto! Ci sono ideali e ci sono valori ai quali non si deve rinunciare mai, e per nessun motivo si deve perdere il contatto con gli stessi. Uno di questi riconduce alla parola libertà, non solo in senso stretto come la perdita di spazi sui quali camminare. Ci sono ideali e valori più sottili, intellettualmente più profondi che, se perseguiti e applicati, elevano il significato etimologico della parola libertà. Per nessun motivo questi devono essere calpestati o derisi, dando poi luogo al dissenso altrui, alla parola umiliazione. Nella quotidianità, ciascuna persona si attiva al fine di migliorarsi attraverso l'uso dei mezzi che dispone, i quali sono a volte il frutto di imposizioni collettive più o meno leali e corrette. La storia insegna agli uomini l'esito di guerre, di ribaltamenti politici che hanno soppresso un regime al fine di instaurarne uno conseguente, con la differenza del colore della bandiera, ad inneggiare nuove morali; perchè in sostanza non è cambiato niente. Tutto ciò che è imposto si scontra con la parola libertà. In suo nome si sono sostenute guerre, rivoluzioni anche culturali e la Cina all'epoca di Mao-tse-Tung insegna che l'individualismo comunque non si può sopprimere e non si deve sopprimere se è posto in funzione della collettività. Come non bisogna scordare le scritte poste all'ingresso dei campi di concentramento: "Il lavoro rende liberi". Libertà è anche sinonimo di democrazia, di saper interpretare e rispettare la volontà degli altri. Libertà è anche riuscire a vivere dignitosamente, riuscire semplicemente ad arrivare alla fine di ogni mese con il denaro, frutto di lavoro mensile. La libertà dell'essere umano finisce dove inizia quella di un altro essere umano; questo è il concetto primordiale a cui ogni società globalizzata dovrebbe attenersi. In antitesi, si evidenzia la libertà religiosa nel credo, e di quella dottrina attuarla in maniera comportamentale, in quanto ogni forma religiosa riporta a uno stile di vita. Ed ecco che ritorna la parola libertà quando si manifesta il diritto a professare la propria ideologia religiosa; ma se non condivisa subentra il fanatismo e quindi la non obiettività, la quale si distanzia inevitabilmente dal concetto di libertà. Se per divulgare la propria religione, o meglio per imporla, si ricorre all'uso della violenza, quella interpretazione fideista su quali principi si basa? Il limite dell'islam è che fa affidamento più sulla legge, ossia nell'applicare la Sharia che sulla teologia. E la Sharia afferma che chi rinnega la propria religione, ovvero l'insieme di credenze da professare in questo caso è sinonimo di fondamentalismo, cioè di una cieca ed entusiastica adesione ad una fede religiosa. Un essere umano non può per la morale che ne consegue, essere condannato a morte, in quanto ha cambiato opinione riguardo ad una fede perseguita in precedenza. Non può lo stesso ritrovarsi in una cella detentiva, in attesa di essere giustiziato, perché in silenzio ha deciso di credere nei valori di una religione diversa da quella impostagli dalla nascita. Come non si deve predisporre un attentato (fortunatamente sventato) di matrice islamica all'interno della basilica di San Petronio a Bologna, in quanto un affresco del '400 raffigura la cacciata di Maometto all'inferno. Come non si deve pretendere da un Paese che ospita l'eliminazione dei crocifissi dalle aule scolastiche. I diritti umani come le religioni devono essere rispettati nell'attuare la coesistenza dei vari credi. L'educazione dei ragazzi nelle scuole del futuro deve insegnare a capire e ad accettare le varie diversità. La contestata ora di religione dovrebbe avere la funzione di insegnare anche la storia delle varie religioni cosi che anche un ragazzo cattolico possa venire a conoscenza e quindi capire il messaggio del Corano o come si evolve il pensiero buddista, al fine di interpretare come nasce e cosa vuole comunicare la stessa bibbia. Oggi più che mai è necessario che l'essere umano riesca a stare al passo coi tempi, non solo tecnologici, ma al passo con le problematiche sociali ed economiche nonché quelle sanitarie. Sono centotrenta milioni le donne che, secondo il rito musulmano, hanno subito l'infibulazione, cioè la mutilazione dei genitali femminili causando in molti casi infezioni anche mortali. E poi la sofferenza del continente africano riconducibile alla fame, alla sete, alle malattie di carattere endemico quale l'aids e agli orrori provocati dalle guerre civili e dall'utilizzo di armi di cui l'Italia è la seconda esportatrice per esempio nei confronti del Congo. Una nazione che ne invade un'altra nel nome della libertà e nell'intento di distruggere armi nucleari o chimiche offensive, può essere condiviso, ma uno Stato che poi non trova materialmente i presupposti dell'invasione, non deve a sua volta immetterli per dominio, come è avvenuto in Iraq a Falluja nell'uso di armi chimiche composte di fosforo bianco. Se gli ideali di una persona si esauriscono nell'interpretare la sola quotidianità lavorativa è lo stesso una forma di libertà. Ma la quotidianità non deve essere costituita di solo lavoro ma anche di affetti, di amicizie, di cultura, divertimenti, sport, viaggi e non per ultima di fantasia sessuale da condividere. Quindi tutto questo riconduce alla libertà di potere attuare la volontà, con la conseguente possibilità economica che ogni società dovrebbe garantire offrendo quello su cui è fondata: il lavoro. Le ciliegie...sapori assopiti di antichi eventi.. ed io l'uomo che sussurrava ai cavalli, mi rivedo poco più di un bambino all'interno di boschi lanciato al galoppo, rannicchiato con la testa verso il collo dell'equino, in quel modo pronto ad evitare improvvisati rami, sul mio cammino. Oppure quando lo stesso cavallo al guado, si inabissava per un bagno fuori programma dentro alle acque del fiume. E poi appunto, quando la mia cavalla, allungava il muso verso i rami strappando le rosse ciliegie, scartando in seguito il nocciolo. L'ultima volta che ho cavalcato libero è avvenuto quando ho salvato la vita a mio padre, trovando nell'incoscienza di un bambino, il coraggio vedendo l'equino ritornare senza di lui, di andare a soccorrerlo immaginando il peggio, trattenendo da sopra la sella, attraverso le briglie, l'impeto dell'animale spaventato. Mentre percorrevo ritroso la via verso di lui, mi sono trovato circondato in mezzo a quei tanti sentieri, i quali mi apparivano tutti uguali, ma che il destino poi per incanto mi ha guidato verso quello giusto. In quel momento mi sono reso conto che inginocchiato sopra di lui, mentre il sangue pulsando usciva dalla tempia, schizzando sull'erba viva, io, facevo da comparsa, mentre diventavo un uomo.
CHIARA
Piccolo fiore, dopo quattro anni...due chilometri di corsa, da spasimo, comunque una scoperta inebriante... muscoli in tensione, movimento progressivo, i polmoni si tendono, entra aria nuova.. pulita e i pensieri si liberano, corrono ed io corro verso di te, ingenuamente sentendoti accanto. Respiro poi mi fermo ad osservare l'acqua che lenta scorre verso il mare.. tutto scorre e ti immagino riflesso dentro me e ancora corro. Previsione corretta, due chilometri... sudata fradicia, ho bisogno di farmi una doccia, ma ora no, voglio sentire la dolce stanchezza scivolarmi sul corpo, i muscoli affaticati ma appagati, il via è stato dato e domani si corre ancora perché ho deciso... riprendo i pattini e a dicembre voglio andare a sciare a San Martino di Castrozza, riprendere la discesa del sole. Sono qui nel piccolo ristorante Toscano, sotto casa, ambiente tranquillo, cucina casereccia, musica rilassante in ritmi sudamericani creano volte sonore nell'aria tiepida di questa serata, intenta ancora a conversare con te, un buon piatto di ravioli con ragù di cinghiale e un fiaschetto di rosso di Montepulciano, mentre ci guardiamo negli occhi per capire ogni minima espressione, sensazione. Dal mio tavolo osservo, stasera c'è poca gente...tre coppie in tre tavolini e una tavolata famigliare e sei persone e penso a quanto si stia evolvendo la mia vita dal momento in cui ti ho conosciuto, da quel maledetto giorno dell'arresto, da quando presi il diploma e me ne andai da casa, da quando il 20 aprile 1990, mori mia madre. Strada tortuosa in salita, discese a strapiombo la mia piccola e umile vita e penso...c’è chi soffre più di me, ma non fa nulla per cambiare, in fondo ama la propria sofferenza e poi mi chiedo nel posticcio dell'apparenza in cui la gente vive, nascondendo i propri scheletri con chili di cerone e macchine lussuose. . in prestito col leasing. Forse comprendo, a tanta gente piace soffrire, il dolore è l'unica cosa che, fondamentalmente li rende vivi e mi rendo conto di avere sofferto un dolore diverso dalla massa, diverso in quanto combattuto e lo combatto ogni giorno mai sconfitto, ma mai vincitore e ancora osservo le persone. Una coppia se ne va, lui le sfiora la fronte un bellissimo gesto d'affetto, lei si scansa, un attimo dì felicità sprecato in fronte all'apparenza, un bacio posticcio. . .sono fiera della mia essenza in tutte le mie forme, fino in fondo sempre vera a costo di fare e farmi male. lo viaggio a testa alta e anche nella più bieca delle situazioni non ho mai abbassato lo sguardo. Basta.. saliamo in casa. Eccoci, aspetta che tolgo le scarpe, oggi ha chiamato il mio compagno una manciata di minuti passati come un soffio.. mi manca?.. .e ancora penso a quanto io possa sembrare strana, Daniele che scombussolamento interiore ma sarà quello che Dio vorrà, intanto vivo ogni giorno con estrema intensità, vita densa come olio vischioso. Libero il corpo dagli abiti mi raccolgo nell'aria serale, faccio una doccia.. .mi aspetti?.. fatto, bella doccia, acqua calda, calda, calda e poi una sferzata di energia con il getto ghiacciato, via tutta la stanchezza e già domani lavoro e già so come mi vestirò. . camicia bianca e pantaloni blu. ..domani faccio la treccia o lascio i riccioli sciolti? Guardo la tua mano precisa e continuo il puzzle, il tuo profondo sguardo, le labbra che compongono la tua bocca, il mento, il naso e sei bello.. .chi è bello dentro lo è anche esteriormente. Asciugo i capelli all'aria, capelli ricci, lunghi... ho acceso l'incenso... sandalo, rilassante e comincio a prepararmi per la notte. Adesso sono seduta alla mia scrivania, disegnando tatuaggi e ammirando il cielo grigio, ove nuvole plumbee creano disegni e drappeggi. . "Il cielo sopra Berlino"... lo stesso scorcio, in forma ricorrente nel sonno agitato, di cadere nel vuoto associata alla sensazione dell'aria compressa nei polmoni e di non riuscire a respirare. Fin da piccola, sovente sognavo questo volo verso l'abisso, non paura, non tensione.. solo la forte sensazione del precipitare. Prima di conoscerti, così cantavo.. ."Che ne sai della prigione dentro me, sconto una condanna feroce essere libera con il cuore in gabbia, la rabbia cercare di spiegare, non riuscire a fartelo capire!". Contro il mondo che sentivo indifferente, contratto nel proprio egocentrismo, eppure ognuno, nel suo piccolo, può esprimere delle qualità positive. Continuo ad osservare, finalmente liberata, sapendo che...primo fra tutti, TU Ml CAPISCI!!!
DANIELE
Tienimi con te
anche se non fa ancora giorno
nella mia vita un rullo di tamburi
annuncia la via per arrivare a te
e calma il dolore della mia follia
trovando la tua scia
nessuno mi porterà più via
mentre pesto pozzanghere di ombre
o di amore ancora non so
se trascino verso casa mia
la nostalgia di un mondo senza agonia
Tienimi con te
anche se lassù gli anni miei si spengono
come stelle e piango di poesia
fermo al crocevia del mio sentimento
il cuore batte forte ancora dammi tempo
nel pensarti lontano da qui
batte di nuovo la vita adesso intorno a te
mentre respira di verdi praterie
la fantasia di viverti accanto
Tienimi con te
anche se le parole questa sera
sussurrate al vento in un momento si disperdono
o forse corrono sciolte incontro a te
il destino si nasconde dietro ai tuoi occhi
anche se in questa notte nella mia via
non fà ancora giorno e la speranza
non è più la distanza tra gli occhi e il cielo
ora che tu hai un vento nuovo tra le braccia
CHIARA
Come tu e come molti, mi hanno insegnato che siamo utili ma non indispensabili.. .ed una sottile vena di gelosia ha cominciato a pulsare. Quando ami una persona, vorresti che appartenesse solo a te, ma la ragione ti riporta alla reale posizione che ciò non è possibile. Svegliarmi nel calore del tuo petto ed assaporare il tuo candore, mentre ancora navighi tra volute oniriche, cullato dal dolce Morfeo, stretta a te, in un abbraccio senza fine, lascio correre i ricordi, inebriata dal profumo che emana la tua pelle. Ti guardo dormire, e quante donne prima di me avranno ammirato il tuo sonno, prima fra tutte tua madre, estasiata dalla serenità del suo figlio diletto. Lentamente ci sfiorammo, in quella via anonima, della sconosciuta città... neonata nostra passione, unica realtà certa, il nostro profumo, sentore che, nell'aria si propagava, sorta di richiamo primordiale solo per noi, io e te, alla ricerca ancestrale dell'uno e dell'altra, in sublime unione con il tutto. Scivolo fuori dalle coltri, abbandonando il tuo contatto senza far rumore; riposa angelo mio adorato, ritempra l'animo tuo fiaccato dalle dure prove cui la vita ti sottopose.
DANIELE
E così ti incontro ancora nell'assurdo dell'irreale dove vago anch'io e spero sai.. che quel silenzio arrivi... mai! E le tue gambe accompagnano il vento; ondeggiando ed aiutandosi con una spinta ritmica del corpo, seduta sopra un dondolo di legno e poi ci siamo raccontati tenendoci e giocando per le mani e questo nostro ritratto ne è uscito intenso come una mia carezza e nell'aria il profumo del gelsomino dolce nella essenza dava consistenza e motivo di arrivo di api, le quali migravano di fiore in fiore e che adesso al contrario loro erano per me un modo di vivere non più naturale al quale non vorrei più adattarmi. E in quella posizione armoniosa è più facile ridere, ma poi quanta nostalgia verso quel mondo che mi ero costruito con determinazione e volontà di chi è consapevole di cosa ricerca nelle persone e della vita avere una visione altamente poetica ma che adesso mi è data facoltà solo di ricordare e non puoi immaginare cosa si può veramente provare quando una persona è costretta a rinunciare e dal dolore che ne consegue ritrovi in te una forma di lutto e Io indossi ogni giorno come se fosse il tuo abito. Quando mi guardi furtivamente negli occhi prima di esternare il tuo pensiero, vivo attimi di incertezza attraverso il tuo silenzio e cerco di comprendere quel che vorresti comunicarmi e concretizzi nell'affermare: "Quanto apprezzeresti quel bacio che vorresti?..." mentre il giardino intorno si era fermato nel brusio di un vocio, come un cartone animato con la curiosità di sentire echeggiare nell'aria la risposta giusta.. è da troppo tempo, ho sostenuto, che vorrei capire quanto potrei emozionarmi nel sentire di nuovo quel contatto che mi restituirebbe la sensibilità, il sentimento che vorrebbe ricevere e la tristezza di non poter ancora vivere e sorridere di quell'amore. Mi sono ritrovato con le mie mani addentrate nei tuoi capelli accarezzandoli mentre disfavo nodi creati dal vento di quando la moto prestava la libertà di far vibrare il corpo immerso nell'aria. I nodi sono come i problemi che la vita ti pone, con pazienza li puoi sciogliere, con pazienza li puoi risolvere. Come è profondo il mare qui accanto a te, come sono profondi adesso i miei ricordi che riaprono ferite mai guarite, sospese in attesa di essere risolte, illusioni che ho donato e che quasi mai ho rispettato, troppo intensa è sempre la mia immagine, troppo impetuoso è sempre il sentimento che trasmetto. La voglia che mi appartiene di vivere può arginare un oceano, attrae l'onda imprevedibile che stravolge e avvolge la vita delle persone di sesso opposto al mio con le quali mi relaziono; è stato sempre così. Nel tragitto verso il mare, accompagnati da un tramonto che reclamava uno sguardo confidenziale o forse solo di ilarità si espandevano nell'aria le parole che sostenevano l'affermare di una canzone:
"Portami al mare, fammi sognare e dimmi che non vuoi morire" ed io riflettendo ho pensato, ora non più. Quella sera in spiaggia ho sentito i fuochi d'artificio esplodere nel mio corpo e abbracciato a lei mentre mi accorgevo di non volere parlare ma sussurrare il mio stare bene, seguivo con le dita i ricci già presenti nei suoi capelli, nel capriccio di quel sorriso un po' malizioso che solo le donne fanno intuire, lei ha iniziato poi il suo discorso dicendomi chissà quante volte hai provato queste stesse sensazioni e sono sicura che hai sentito sempre felicità, quella stessa che riesci a trasmettere a chi ti è accanto e non puoi immaginare al contrario mio e alle volte come si può morire dentro nella tua essenza di persona quando comprendi che dite interessava solo il corpo e che dopo nel riposo non c'è stata una parola, un dialogo all'altezza dell'intimità, non c'è stata verità. In questo modo di attraversare la vita non possiamo capire se le situazioni vivono per creare felicità o se esistono a fasi alterne per poterci insegnare che la nostra esistenza è come una marea che va e che viene, che porta e toglie illusione e amore. Quando siamo entrati in un locale nell'attesa del guardaroba ho incontrato i suoi occhi e lei in modo non voluto si è fatta cadere dalle mani le medagliette numerate, quelle per riprendere i cappotti, che nell'occasione si erano unite e mentre ero chinato per raccoglierle, avrei voluto che nel frattempo si fossero trasformate in fedi nuziali, da poter infilare nel suo dito anulare sinistro. E' da li che il sentimento inizia il suo viaggio per raggiungere il cuore a depositare la speranza, che un pugno di riso non sia solo un altro abbandono, ma almeno la via di un sorriso e un perdono. Cosi vicini non lo siamo stati mai, mente nella mente e ti pare niente, con la consapevolezza di perseguire gli stessi ideali e di viverli possibilmente allo stesso modo e percepisco la tua essenza pura e limpida come l'acqua di un ruscello alla sorgente, quanto vorrei darti per farti rimanere così, nella solarità del tuo spirito. La vita, bella o brutta che sia, interessante o noiosa, piena di amore o di amore comperato a ore.. sapessi andarci io, continua sempre il suo cammino seminando anche situazioni positive che una persona può comprenderne il senso della loro esistenza e tentare di raccoglierle per dare una continuità alla propria identità. La vita è adesso ed è adesso che vorrei immergermi nella densa e profonda serata nebbiosa che immagino possa esistere e che ci regala la possibilità di giocare a nasconderci e permette alla mia figura di sparire per poi riapparire più in là con un fiore tra le mani e una strizzata d'occhio come portavoce a dirti che la vita è bella. Mi hai chiesto di rientrare a casa, è lì che hai compreso che la tua mente e il tuo corpo possono abbandonarsi liberamente ed essere compresi e il proiettore sforna immagini come... biscotti da quando si è alzato il telo che ci ripropone la visione della vita nel divertimento di viaggi indimenticabili. Sono stato di nuovo invaso da una sensazione di rammarico, quella di non avere sempre scelto la persona più vera per starmi accanto nella quotidianità, non so davvero se è reale l'affermazione che ogni persona ha gli amici che si merita.. ma in fondo noi cosa siamo veramente? Forse sei solo un cioccolatino che il destino ha messo nella mia strada. E da quel tempo fermato da uno scatto emerge la mia figura a torso nudo, con un cappellino da sole rosso e la visiera messa al contrario che contrasta ogni colore mentre salto con un balzo nell'aria con le braccia aperte, spalancate forse verso Dio e il vento contro e pronto a far vacillare quella fede, mentre sulla spiaggia poi ricadendo calpesto metri accumulati in modo naturale di conchiglie che è già arenile, sminuzzate e bianche. Constatare che da quella parte del mondo le stelle cadenti sono infinite e come fiammiferi si accendono, affrontano la loro scia per poi spegnersi, ecco è qui l'unica certezza della vita: si nasce e si muore perennemente. E adesso in me rivive l'immagine notturna di quella baia e quel momento vissuto dall'altra parte della Luna, lo vedo scorrere attraverso l'immensa vetrata e lo realizzo di notte come sempre quando il buio mi avvolge, fino al confine della mia persona e con occhi da bambino osservo luci come in un filare, che scivolando dal ponte raggiungono saltellando la banchina dell'attracco dei battelli, che nell'oscurità ondeggiano cullandosi nel lento movimento dell'acqua. Alcune si sono spente improvvisamente, come le persone quelle a cui tenevo e che non le ritrovo più accanto a me, in questo camminare verso il domani e poi tra le mani, nella penombra di un riflesso, la carta da lettere con il logo dell'hotel a scrivere per descrivere, ciò che è dentro di me. I tuoi occhi adesso sono stanchi, forse una fessura, ma immensi nella visione e ti sollevo dal tappeto prendendoti lentamente tra le braccia e affronto i gradini di marmo bocciardato che mi portano in quell' alcova mai vissuta tra di noi, a muso duro, come ho sempre affrontato la vita, guardandola in faccia a ricordarmi che il tempo è galantuomo, mentre passa scopre tutte le intenzioni delle persone e il suo trascorrere evidenzia la buona fede dall'esatto contrario. Ti ho adagiata all'interno del letto, mentre mi ritrovo ad aspettare il risveglio di un nuovo giorno, nell'alba di un’aurora e del sogno che sbadigliano insieme e si tengono per mano e rinnovano la promessa che il sentimento questa volta non svanirà nel soffio di una illusione, ma si farà vivere nella vita vera, quella che porta alla visione del mare d'inverno, sorprendendoci abbracciati. Adesso la situazione mi offre la possibilità di pensare, che mi possa trovare timido nell'accarezzarti il viso e ti spazzolo poi i capelli, come avrei fatto alla bambina che mi avrebbe lusingato vedere crescere nel tempo accanto a noi, magari con le mie gambe lunghe e dritte, per alcune quasi perfette e il tuo fondo schiena da disegnare. Gli avremo poi trasmesso il significato dei valori per i quali lottare, al fine di perseguirli e dell'amore, quello che avrebbe visto tutti i giorni in noi, quello da imitare per vivere felici e con il trascorrere delle stagioni gli avrei spiegato poi, tenendola sulle mie ginocchia, il modo migliore per affrontare la vita, di riuscire a viverne i momenti cogliendo sempre la sfumatura, perché la gente è vita e la vita è adesso nel momento di ogni circostanza. E questo istante sublime ed intenso si concretizza nell'attimo fuggente in cui ti cerco nello spazio stellato, con gli occhi pieni dite, in questa notte dove c'è la Luna alta e completa a illuminare il campanile e la speranza di esserti accanto, per guardarti con l'imbarazzo che ti appartiene, mentre accosti al vento il tuo dire, quello che afferma sinceramente che sono importante per te. E ritrovarci poi con la volontà di assumere insieme quell'espressione estasiata solo nostra, per la durata che il destino stesso gli avrebbe concesso di rinnovarsi costantemente in noi, e quella stessa espressione la cercherò poi negli occhi delle donne che nel mondo incontrerò, ricordandomi di noi. Mi sono svegliato, con il dolce calore di un raggio di sole ancora tiepido appoggiato sul viso, ho allungato la mano assonnata, ma decisa nel cercarti, ma poi con un sorriso complice, ho compreso che eri già evaporata, insieme al sogno. |