Lucca, 20 aprile 2009.
La casa di accoglienza per detenuti ed ex-detenuti, Casa San Francesco diventa improvvisamente rumorosa e affollata. Perché? Sono venuti a farci visita 62 studenti del liceo scientifico/linguistico F. Buonarroti di Pisa, delle classi quarte sezioni C, M ed E, accompagnati da quattro dei loro insegnanti.
Com'è potuto accadere tutto ciò? Una delle insegnanti, Donatella Bouillon, ci ha contattati in associazione più di un mese fa, è venuta a trovarci ed abbiamo organizzato la mattinata.
I ragazzi avevano già iniziato un percorso di conoscenza sui temi del carcere e della pena, incontrando personale educativo del carcere di Pisa, affrontando questi temi in classe ed intendevano concludere questo piccolo percorso con la visita ad un luogo che accoglie chi si trova ad “incrociare” l'esperienza della detenzione.
La mattinata è corsa via veloce: gli studenti sono stati accolti dai giovani del progetto di servizio civile “Vale la pena”, poi ci siamo trasferiti in una stanza, la più grande della casa, comunque piccola ad accogliere tutta questa folla. Per rompere il ghiaccio è stato proposto agli studenti un piccolo quiz inerente i tempi del carcere e, di seguito, c'è stata una sentita testimonianza di Walid, un giovane tunisino ospite attualmente della casa.
L'atmosfera è stata veramente colma dell'interesse e dell'attenzione degli studenti, che hanno anche fatto domande, a Walid e ai rappresentanti dell'associazione.
Quindi un frugale momento di condivisione di uno “spuntino” di metà mattina, una rapida visita al chiostro adiacente la casa, dove un operatore dell'associazione nostra dirimpettaia, il Ce.I..S. Di Lucca, ha potuto raccontarci che tipo di attività di accoglienza viene svolta nella struttura (dipendenza, HIV e problemi legati alla tratta delle persone), e di nuovo ci siamo rituffati nel salone per aprire un racconto/discussione su cosa è il carcere, come se ne parla spesso e come realmente è, almeno sulla base della nostra esperienza ultra ventennale.
Alla fine il tempo non è bastato per dire tutto quello che avremmo voluto, per raccontare, per rispondere alle mille domande e ci siamo salutati con l'auspicio e la speranza che questo primo incontro possa continuare attraverso altre modalità, come il nostro sito www.espressioni.info e la mail gruppovolontaricarcere@gmail.com dove aspettiamo di ricevere e pubblicare i commenti e le impressioni degli studenti.
Un grazie a tutte le persone che hanno reso possibile questa mattinata e questa esperienza sicuramente particolare per gli studenti.
Massimiliano Andreoni
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