lunedì, giugno 04, 2007

Grande successo per la prima de “La Gabbianella e il Gatto”


Lucca. C’è stata stamani, 4 giugno, all’interno delle mura del carcere di Lucca, la nuova tappa del cammino del Gruppo Teatrale San Giorgio tra le Mura. Alla presenza di circa 100 spettatori (non c’erano praticamente più posti a sedere), il gruppo ha rappresentato “La Gabbianella e il gatto”, liberamente tratto dal romanzo di Luis Sepúlveda. Davanti al folto pubblico i detenuti/attori coadiuvati dai volontari del progetto di servizio civile “Nonsolopena”, hanno potuto mostrare il frutto di diversi mesi di duro lavoro, e ci sembra che gli spettatori abbiano gradito il risultato.
Ad applaudire i neo attori in mezzo al numeroso pubblico di volontari, operatori, amici, colleghi e persone comunque sensibili alle problematiche del carcere, ci ha fatto piacere notare la presenza di diversi amministratori della provincia (tra cui il Presidente), dei comuni di Lucca e Capannori, e anche dell’onorevole Raffaella Mariani, oltre che dell’arcivescovo Italo. Grazie perché per qualche ora ci avete fatto sentire una parte della città e non un mondo a parte.
Il Gruppo Teatrale San Giorgio Tra le Mura

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domenica, giugno 03, 2007

La prima assoluta de "La Gabbianella e il Gatto" in scena a San Giorgio


Lucca. Prima di cominciare, noi ragazzi del servizio civile vogliamo ringraziare voi attori, perché solo voi ci avete dato la forza, con le vostre parole e la vostra determinazione per continuare a venire a teatro anche quando tutto sembrava difficile e i problemi sembravano insormontabili.
In questi mesi avete dimostrato carattere e voglia di riscatto e ci teniamo a sottolinearlo, affinché la cosa non passi inosservata.
Da parte nostra vi chiediamo scusa per tutte le volte che non siamo riusciti a farvi sorridere e superare gli ostacoli che abbiamo incontrato.
Infine grazie a Gianluca, Graziano, Nicola, Salvatore, Marcello, Kimmi, Walid, Valentino, Riccardo, Badr, Khalid e Mauro.

A tutti voi un grande in bocca al lupo.

La Gabbianella e il Gatto (spettacolo teatrale, a cura del gruppo teatrale SAN GIORGIO TRA LE MURA)
quando: 4 giugno 2007, ore 9
dove: Casa Circondariale di Lucca
nota: liberamente tratto da "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepúlveda.

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mercoledì, maggio 09, 2007

"La Gabbianella e il Gatto" in scena a San Giorgio il 4 giugno 2007

Lucca. Cari amici, eccomi di nuovo qua per riproporvi uno spettacolo teatrale del Gruppo Teatrale San Giorgio Tra le Mura che opera all’interno del carcere di Lucca.
Questa volta verrà rappresentata "La Gabbianella e il Gatto" di L. Sépulveda e il tutto dovrebbe avvenire la mattina del 4 giugno 2007 dalle ore 9.30 alle ore 11.30.
La mattinata si concluderà con un piccolo rinfresco preparato dai detenuti che partecipano al corso di cucina.
Questa nuova tappa del gruppo teatrale è particolarmente importante ed anche "complicata", perché, dopo l'indulto, tutte le persone che avevano partecipato alle rappresentazioni dei tre anni precedenti sono, per loro fortuna, uscite in libertà, quindi per la per la prima volta ci si è trovati a ricostruire per intero il gruppo, mentre nelle occasioni precedenti c'era sempre qualcuno che rappresentava la continuità con l'esperienza passata.
Quindi non è stato facile, tra l'altro con una popolazione detenuta straniera che sfiora il 90% a Lucca, ma... ma i nuovi esordienti attori ci hanno messo e ci stanno mettendo tutto il loro entusiasmo e quindi speriamo che vorrete "accorrere" per vedere i frutti del loro lavoro.
Dunque come al solito per partecipare, poiché si tratta di un ingresso in carcere, c'è un po' di burocrazia: ci servono nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza.
Una nota finale: l'urgenza, poiché il carcere vuole i nomi circa un mese prima e ci siamo... perciò vi chiedo di decidere velocissimamente e di inviarmeli via mail gruppovolontaricarcere@email.it oppure telefonare al numero 349 1067623. Comunque bando alle ciance, si aspettano le iscrizioni.

Massimiliano Andreoni
[dal di fuori]

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martedì, ottobre 10, 2006

Il Gabbiano Jonathan Livingston


Il tema del volo. Un argomento difficile da trattare. Lo hanno fatto in tanti parlando di fisica, meccanica, meteorologia, statistica. Ne ha parlato la scienza. Sono stati scritti libri, poemi, canzoni, liriche. Ne hanno parlato anche i poeti. In pochi però si sono fermati a riflettere sullo spazio che c'è all'interno. Dentro uno spazio chiuso, sacrificato. Dentro un idioma, dentro l'esclusione, dentro il dolore, dentro l'anima, dentro il rancore, dentro il rimorso, dentro la speranza. Dentro il carcere. Quello spazio di privazione non limita le capacità, ma certamente fa venire meno la socializzazione. Uno strappo forzato dal tessuto sociale che prescinde dalla pena.
Assume dunque nuovi significati la presenza sul palco del Teatro di Ponte a Moriano (fuori dal carcere) di un gruppo teatrale (nato in carcere). E' stato un succeso. Reale, non formale. Pubblico numeroso, platea esaurita, nessuna sbavatura sul palco e diffuso senso d'insieme. Ragazzi e ragazze del servizio civile, bambini ed ex detenuti si sono tenuti per mano. Prima, durante e dopo. Hanno lavorato sodo, hanno creduto nel progetto, sono stati scossi da cariche adrenaliniche mangiandosi la paura. Come un vuoto d'aria: la corrente discensionale li ha prima trascinanti veloci verso il basso. C'è la paura di volare, ma non il pericolo. Le ali sono robuste, i passi rapidi. C'è giusto il tempo di percepire quel vago senso di vertigine che è già arrivato il momento di ringraziare accenando un inchino al pubblico che prima era in ombra. Luci sul palco, luci in platea. Qualche gradino più su ci sono gli attori, più in basso gli spettatori.
Con gli applausi si lascia temporaneamente alle spalle il vuoto d'aria. E' il momento di abbattere il dislivello. E come una liberazione Laura, Igor, Florin, Giada, Alessia, Luigi, Leonardo, Samuele, Elisa, Ciro e Pietro sono scesi in platea. Sono loro a raggiungerci. Siamo noi ad allungare le mani per cercare il contatto. Un abbraccio, una stretta di mano, una pacca sulla spalla, sorrisi leggeri e un'intima speranza: allungare il passo, rafforzandolo.
[gittì]
dal di fuori


Con queste parole Massimiliano Andreoni ha presentato lo spettacolo del 6 ottobre 2006 al teatro di Ponte a Moriano, a Lucca:

«Il Gruppo Teatrale "San Giorgio Tra le Mura" nasce quasi tre anni fa tra le stanze della Casa Circondariale di Lucca. Proprio in quel periodo la voglia di fare qualcosa di diverso nelle lunghe ore di inattività spinge qualcuno a proporre l’idea: "perché non tentare anche a Lucca la via del teatro che già in molti istituti da anni ha preso piede?" Si inizia un po’ in sordina nell’inverno 2003-2004 e la prima rappresentazione è il “Moby Dick”, con un gruppo di attori coinvolti con entusiasmo dal nostro regista in erba. Visto il successo della prima prova l’avventura continua e per la prima volta nel gruppo entrano a far parte anche persone dall’esterno, in particolare due giovani volontarie di un progetto di servizio civile. Il gruppo si amplia e si trasforma anche in ragione delle uscite e delle (purtroppo) nuove entrate al San Giorgio. Nell’autunno del 2004 è la volta de “Il cavaliere inesistente”, collocato anche all’interno delle manifestazioni del Settembre Lucchese e nella primavera successiva viene messo in scena “Il Piccolo Principe”, che per la prima volta vede la sala teatro della Casa Circondariale completamente gremita ed è collocato nel programma del 2° Forum della Solidarietà Lucchese nel Mondo. Nell’autunno dello scorso anno è la volta del "Macbeth". A quel punto l’avventura sembra essere arrivata ad un punto di svolta: portare il Gruppo Teatrale all’esterno. Ci speriamo: per settimane, mesi. Chi ha responsabilità ce lo lascia intravedere. Siamo a febbraio di quest’anno. Sfortunatamente, il responso finale è inesorabile: "No, non si può". E’ un duro colpo per il gruppo di attori ed attrici, che però non demordono e preparano a primavera la rappresentazione de “Il Gabbiano Jonathan Livingston”, purtroppo ancora all’interno, ma con grosso successo di pubblico e la trasmissione sulla televisione digitale cittadina. Ed ora eccoci qua. Quel che non poté la penna di un giudice è stato possibile grazie all’indulto; sì, il tanto chiacchierato e vituperato indulto, che ha liberato uomini ed energie. Molti se ne sono andati per la loro strada, che speriamo piena di altri successi, qualcuno è rimasto, ed eccoci alla prova del fuoco, quella di un palco libero, libero come i gabbiani che vedrete stasera, di attori e spettatori non più divisi, di un pubblico incuriosito da questa nuova esperienza. Il Gruppo ha dovuto chiaramente trasformarsi: è sempre stato una Babele di lingue, culture, dialetti, adesso comprende al suo interno persone che provengono da molteplici strade e tutte diverse, come l’esperienza del carcere, giovani dei progetti di servizio civile, ed alcuni bambini, in una contaminazione di trame, esperienze, sensibilità, emozioni che hanno trasformato la compagnia in una miscellanea di energie. Stasera speriamo di percepire anche le vostre. Come ci insegna Jonathan anche noi abbiamo cercato di superare limiti e limitazioni e numerose difficoltà, visto che il palco non è il nostro habitat, e con gioia stasera vogliamo condividere con voi il pezzetto di strada fatto per arrivare qui. Diamo inizio allo spettacolo.»

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