sabato, giugno 07, 2008

Quanto mai attuale...



Prima di tutto

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Questa poesia, pare sia stata erroneamente attribuita a Bertolt Brecht, mentre sarebbe opera del teologo e pastore luterano tedesco Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller. Pare anche che nel tempo le versioni siano state modificate in base alle "discriminazioni più in voga" in quella determinata epoca storica. Che cosa aggiungere? Forse che in questi tempi in cui ci viene propinata a piene mani la necessità di avere paura dell'altro, varrebbe la pena ricordare che "l'altro sono io".
Massimiliano

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martedì, settembre 12, 2006

citazione I (Oscar Wilde)

Il corpo pecca una volta, ed il peccato è finito, perché l’azione è un modo di purificazione. Non rimane che il ricordo del piacere, o la volontà di un rimpianto. L’unico modo di liberarsi da una tentazione è di abbandonarsi ad essa. Resistete, e vedrete che la vostra anima intristire nel desiderio di ciò che s’è inibito, di ciò che le sue leggi mostruose hanno reso mostruoso e illegale. I grandi eventi dell’umanità si svolgono nello spirito, ed è nello spirito che si commettono i grandi peccati. Voi stesso, nella vostra immacolata infanzia e nelle vostra rosea gioventù, avete avuto passioni che vi hanno fatto paura, che vi hanno riempito di terrore, sogni a occhi aperti e sogni nel sonno, il cui solo ricordo potrebbe farvi arrossire…

[Oscar Wilde]

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mercoledì, agosto 23, 2006

L’amore

Ah! L’amore,
l’amore è guardarsi negli occhi
e chiedersi se ho capito
abbracciarti forte con passione
e cantare all’amore.

Potrà con un bacio suggellare l’essenza bandita
del comune altrui un amore.
Ah! L’amore.

Eppure l’aria ne è piena,
tanto si dice, tanto si sente
ma poco si capisce,
potrà fermarti l’abisso affascinante e misterioso del mare
impedirti di scoprire le paure attanagliare la gola e sminuire
l’infinito e indefinibile amore che si nasconde?

Stringerti al mio petto.
Amarti forte, forte
fino a che le braccia crollano.
Amarti sempre e comunque teneramente.
Egoista fino a comprendere e farti capire.
I sapori invisibili… l’essenza dell’amore.
Volerti bene e ancora volertene
per tutto ciò che sei, che mi dai,
che sono.

E ancora come l’onda sulla battaglia
che viene e che va
che ti avvinghio e ti trascino
e ancora ti prendo e ti riporto
con moto perpetuo di andirivieni
ti guardo e sorridendo aspetto l’alba
del nuovo giorno per continuare a sorriderti.

Mi resta il ricordo
di come avrei voluto l’amore per te.

[Pietro]
dal di dentro

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lunedì, agosto 21, 2006

Disperazione


Vedo nelle teste la disperazione
di ognuno di noi, sulle rovine.
E le nostre disgrazie
come quando sei strano.
Tutto è strano quando sei solo.
Tutto è nero,
come quando piove
i visi vengono fuori dalla pioggia.
E così quando stai male.

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giovedì, agosto 10, 2006

Resta con noi


SIGNORE, quanto è difficile stare qui:
stare dentro, stare a casa,
importunati dalla gente.

SIGNORE, vorrei scappare.

SIGNORE, com’è difficile
dover tacere, sopportare,
ingoiare e non gridare.

SIGNORE, vorrei scappare.

SIGNORE, com’è bello esser soli,
bellissimi e coccolati
come dentro la TV.

SIGNORE, non mi disturbare.

Ma tu, SIGNORE,
sei qui, sei con noi,
sei a casa tra la tua gente.

SIGNORE, non scappare.

[Adolfo]
dal di dentro

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