Riceviamo e volentieri pubblichiamo un appello diffuso dalla Coalizione Italiana contro la Pena di Morte, un’associazione apolitica e non governativa composta interamente da volontari che operano in difesa dei diritti umani. L'obiettivo è salvare una vita, quella di Howard Paul Guidry, condannato alla pena capitale in Texas.La presidente dell'associazione Arianna Ballotta ci racconta il caso di Howard per sensibilizzare l'opinione pubblica e soprattutto per raccogliere fondi a sostegno del processo. La speranza è quella di un capovolgimento all'appello diretto. Perché sostenere questa causa? Beh, prima di tutto per la difesa dei diritti umani, bene inalienabile. E infine per la particolarità del caso, che Arianna riesce a sintetizzare in modo chiaro. Per capire provate a leggere. L'accusaNel 1997 Howard Paul Guidry viene condannato a morte per l’omicidio su commissione di Farah Fratta, la moglie di un ex agente di polizia, avvenuto a Houston nel 1994. Ad ideare l'assassinio il marito della donna, Robert Fratta, anch'egli rinchiuso da anni nel braccio della morte. La coppia stava attraversando un periodo molto burrascoso ed il divorzio era imminente. Secondo l’Accusa, Robert Fratta avrebbe promesso un’auto e dei soldi ad un terzo uomo, Joseph Prystash, il quale a sua volta avrebbe materialmente incaricato dell’omicidio Howard Guidry.
Chi è Howard Paul GuidryHoward, un ragazzo di colore originario della Louisiana, è nato il 15 aprile 1976. E’ entrato nel braccio della morte a 21 anni ed aveva 18 anni quando il crimine fu commesso.
I fatti secondo HowarEcco i fatti che portarono all’accusa nei suoi confronti, così come esposti dallo stesso Howard:
- il 7 marzo 1995 fui interrogato da 2 detective in merito ad un omicidio;
- venni portato in una stanzetta ed ammanettato ad una sedia di acciaio; qui i 2 detective mi sottoposero a torture fisiche e psicologiche per diverse ore;
- chiesi ripetutamente che, come previsto dalla legge, mi fosse concessa la possibilità di avere un legale presente durante l’interrogatorio, ma la mia richiesta non venne soddisfatta;
- i 2 detective approntarono una (mia) falsa confessione;
- tale confessione e una testimonianza fondata su dicerie (resa dalla fidanzata di Joseph Prystash) vennero usate per spedirmi nel braccio della morte.
Dicerie, false confessioni, nuovo processo e condanna a morteNel 2003, cioè 8 anni dopo, la condanna emessa nei confronti di Howard Guidry viene capovolta da un Giudice Federale, il quale - oltre a giudicare illegale la confessione ottenuta con l’inganno – dichiara inammissibile in tribunale testimonianza basata su dicerie. Questo Giudice ordina altresì allo Stato del Texas di rilasciare Howard Guidry oppure di riprocessarlo.
Lo Stato del Texas presenta appello contro la decisione del Giudice Federale, ma nel 2004 la Corte del 5° Distretto riconferma la decisione del Giudice Federale, Howard Guidry non viene rilasciato e lo Stato del Texas decide di riprocessarlo.
Il 19 febbraio 2007 inizia il nuovo processo, al termine del quale – dopo soli 3 giorni! - Howard viene nuovamente giudicato colpevole. E di recente la giuria ha emesso una nuova condanna a morte.
Assenza di proveNon esistono prove fisiche che legano in alcun modo Howard all’omicidio. I cosiddetti “testimoni oculari” dicono di non essere certi che l’uomo visto quella sera a casa della vittima fosse Howard. Al nuovo processo, però, l’Accusa presenta 3 testimoni che sostengono che Howard abbia detto loro, dopo l’accaduto: 1) “Guidry mi ha detto di essere l’assassino”; 2) e 3) “Guidry mi ha detto di essere in attesa di una somma di denaro pari a 1000 dollari da parte di un uomo” e “Guidry mi ha dato una pistola calibro 38 usata nell’omicidio Fratta”. Questi due ultimi testimoni sono pluri-pregiudicati ed attualmente stanno scontando una condanna a rispettivamente 12 e 25 anni per rapina aggravata, mentre il primo ha ammesso di aver mentito al primo processo e di non aver MAI parlato con Howard Guidry.
E il Procuratore paga i testimoniIl Procuratore, al termine del processo, in tribunale di fronte a diverse persone (abbiamo chiesto copia delle trascrizioni, che contiamo di avere entro un lasso ragionevole di tempo), ammette apertamente di aver “pagato” i testimoni.
A questo secondo processo tutti speravamo di ottenere finalmente giustizia, ma purtroppo non e’ andata così. Certo, non ci scoraggiamo, ma non possiamo non domandarci fino a quando lo Stato del Texas avrà intenzione di rubare anni preziosi ad un ragazzo il cui unico errore è stato quello di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e la cui unica colpa è quella di essere povero e nero.
Un barlume di speranzaL’unica speranza di Howard è quella di un capovolgimento all’appello diretto. Siamo in contatto con gli avvocati che speriamo assumeranno la difesa e presto verrà decisa una strategia. E’ necessario anche svolgere nuove indagini investigative, e questo comporta un considerevole esborso di denaro, che Howard non ha.
C’e’ bisogno di fondi per sostenere le spese legali.
Queste le coordinate per eventuali donazioni:
CONTO CORRENTE POSTALE n. 38725800INTESTATO A: COALIZIONE ITALIANA CONTRO LA PENA DI MORTE - C.P.39 - 80078 POZZUOLI (NA)CAUSALE: PRO HOWARD GUIDRY (TEXAS)Oppure Bonifico Postale:c/c 38725800 - cab 03400 - abi 07601Scrivere a HowardChi volesse (puo' scrivere ad Howard in inglese) all'indirizzo:
Mr. Howard Guidry
#999226
Polunsky Unit
3872 Fm 350 South
Livingston, TX 77351
USA
Per saperne di piùCoalizione Italiana contro la Pena di MorteSul caso di Howard Guidry
di Kenneth Williams, ex avvocato di Howard GuidryDeath row prisoner Howard Guidry
di Gloria RubacPer scrivere a
Arianna Ballotta:
arianna@linknet.it