mercoledì, gennaio 20, 2010

Tutta colpa di Giuda

Domani 21 gennaio a partire dalle ore 21.00 presso la Casa di Accoglienza per detenuti ed ex-detenuti Casa San Francesco, proiezione del film Tutta colpa di Giuda!


Tutta colpa di Giuda
di Davide Ferrario, Italia, 2009

con Fabio Troiano, Kasia Smuntiak, Luciana Littizzetto, Gianluca Gobbi, Cristiano Godano
Quando Irena Mirkovic accetta di collaborare con don Iridio per la messa in scena in un istituto penitenziario di una paradossale "Passione Pasquale" non sa che quell’esperienza le cambierà la vita. Dopo aver conquistato la fiducia dei detenuti, Irena si rende conto che "dentro" nessuno è intenzionato a fare la parte di Giuda, per motivi che in un carcere sono chiari a tutti
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mercoledì, gennaio 13, 2010

Alfano: "Chiederò lo stato di emergenza sulle carceri al Consiglio dei ministri

L'intervento del Guardasigilli in Aula alla Camera
Roma - (Adnkronos) - Annuncio del ministro della Giustizia. Nel 'Piano Carceri'che presenterà previsto un programma edilizio con 80.000 posti. E l'assunzione di 2000 nuovi agenti penitenziari. Da inizio 2009 morti 160 detenuti, 66 i suicidi. Monza,prigioniero appicca il fuoco in cella: feriti dieci agenti della polizia penitenziaria."Domani in Consiglio dei Ministri chiedero' la dichiarazione dello stato di emergenza per la situazione nelle carceri". Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, intervenendo alla Camera durante la discussione delle mozioni sulla situazione del sistema carcerario.
"Domani in Consiglio dei Ministri chiedero' la dichiarazione dello stato di emergenza per la situazione nelle carceri". Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, intervenendo alla Camera durante la discussione delle mozioni sulla situazione del sistema carcerario.
Il ministro ha aggiunto che domani in Cdm presenterà, inoltre, un Piano Carceri che contiene un programma "di edilizia carceraria" adeguata al livello delle "esigenze di capienza dei nostri istituti" per un numero complessivo di 80 mila posti.
Ci sarà, quindi, "una norma di accompagnamento che attenui il sistema sanzionatorio per chi deve scontare piccolissimi residui di pena". Alfano ha annunciato, infine, che il "terzo pilastro" degli interventi è la previsione dell'assunzione di 2000 agenti di polizia penitenziaria "per migliorare le condizioni di lavoro e la situazione generale delle carceri"Il ministro ha aggiunto che domani in Cdm presenterà, inoltre, un Piano Carceriche contiene un programma "di edilizia carceraria" adeguata al livello delle "esigenze di capienza dei nostri istituti" per un numero complessivo di 80 mila posti.
12 gennaio 2010
Adnkronos
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martedì, gennaio 12, 2010

Carceri: altri quattro suicidi. Alfano: "È emergenza!"




Nelle carceri ormai è vera emergenza e il ministro della Giustizia Angelino Alfano porterà in Consiglio dei ministri il più volte annunciato piano che prevede, tra l’altro, di allargare la capienza degli istituti di pena ad 80 mila posti letto e l’assunzione di 2 mila agenti penitenziari.

Quattro suicidi e quattro tentativi nel nuovo anno, 175 decessi nel 2009. Di carcere si muore sempre di più. Il grido di allarme arriva ancora una volta dalle associazioni che ogni giorno prestano la loro assistenza ai detenuti.

Antigone, Arci, Caritas, denunciano una situazione di sovraffollamento diventata intollerabile perché ha portato in cella la povertà ed ha azzerato i livelli minimi di dignità che dovrebbero essere garantiti ad ogni essere umano.

Ed ora avanzano alcune proposte come il ricorso a misure alternative e la revisione della legge sulla droga, che ha riempito le carceri di tossicodipendenti. Oltre a quella sulla clandestinità che le ha inondate di immigrati.

“Aumentano i detenuti e diminuisce il personale”, afferma Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone che aggiunge: “non si può insistere a mettere in carcere le persone solo per propaganda, noi puntiamo sulla sicurezza e non sulla propaganda”.


In carcere non soffrono solo i detenuti, fuori da Montecitorio un sit in di protesta degli agenti di polizia penitenziaria. “Un sistema alla deriva che trasforma la pena in supplizio e il lavoro in una tortura”, dice Eugenio Sarno, segretario nazionale della Uil Penitenziari.
12 gennaio 2010
Vita di Donna - Community

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Tutta colpa di Giuda


Irena è una regista di teatro sperimentale che accetta la proposta di Don Iridio di allestire in un istituto penitenziario (le Vallette a Torino) una versione della passione di Cristo. Quella che inizialmente sembrava un'esperienza lavorativa, sarà per Irena fonte di grandi cambiamenti nella sua vita, riuscendo a lasciarsi alla spalle la relazione con l'attore Cristiano. Irena troverà molti ostacoli nell'allestire l'opera, dovrà conquistarsi la fiducia dei detenuti, lottare contro la caparbia suor Bonaria ma soprattutto dovrà risolvere il problema più grande; trovare qualcuno disposto ad interpretare Giuda.

Assolutamente da non perdere, attualmente in home video.
Una appassionata e realistica fotografia del carcere.
12 gennaio 2009
Massimiliano Andreoni




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Già 40 istituti già costruiti negli ultimi anni, spesso abbandonati


Carceri: 40 gli istituti penitenziari già costruiti, spesso ultimati, a volte anche arredati e vigilati, che però sono inutilizzati e versano in uno stato di abbandono totale.
Ma l'Italia stanzia 500 milioni in finanziaria per costruirne di nuovi e chiede ulteriori fondi all'Unione Europea.

Roma, 12 gennaio

Sembra incredibile ma in Italia dove il problema del sovraffollamento delle carceri è diventato un'emergenza nazionale, vi sono 40 istituti penitenziari già costruiti, spesso ultimati, a volte anche arredati e vigilati, che però sono inutilizzati versano in uno stato d’abbandono totale. A stilare la scandalosa lista dello spreco di denaro pubblico è stato il partito per gli Operatori della Sicurezza e della Difesa (PSD) i cui iscritti hanno passato al setaccio la situazione delle carceri italiane portando a galla la situazione reale:
- l’istituto carcerario di Morcone (Benevento), per esempio, è stato costruito, abbandonato, ristrutturato, arredato e nuovamente abbandonato dopo un periodo di costante vigilanza armata ad opera di personale preposto;
- l’istituto carcerario di Arghillà (Reggio Calabria), parimenti inutilizzato, è mancante della sola strada d’accesso, delle fogne e dell’allacciamento idrico, ma è per il resto ultimato e dotato di accorgimenti tecnici d’avanguardia;
- vi sono intere ed impervie regioni nelle quali il problema delle strutture inutilizzate si sovrappone alla frammentazione ed alla sporadicità di quelle esistenti che costringono i preposti Nuclei traduzioni e piantonamenti a frequenti e rischiosi viaggi diversamente non necessari; è il caso della Sardegna dove sono state frettolosamente dismesse ben otto case mandamentali (Ales, Bono, Carbonia, Ghilarza, Sanluri, Santavi, Terralba e soprattutto, per l’eccezionale spreco,Busachi, che, dopo essere costata 5 miliardi di lire, non è stata mai inaugurata), oppure regioni nelle quali a causa della mancata programmazione in funzione dell’estensione, si è costretti allo stesso andirivieni da e per istituti posti al limite provinciale come per Lecce Nuovo Complesso, sorto nel nord di una provincia che si estende per oltre 70 chilometri, quotidianamente percorsi da tutte le Forze dell’ordine provinciali che, ad esempio, potrebbero utilizzare (con semplici adeguamenti tecnici) la casa mandamentale di Maglie solo parzialmente utilizzata per ospitare detenuti semiliberi; ancora maggiore è lo spreco nella stessa provincia, nel comune di Galatina, dove l’istituto penitenziario è del tutto inutilizzato malgrado la posizione strategica;
- ad Udine, si registra la chiusura della sezione femminile del penitenziario a fronte di situazioni “sature” in altri istituti, ormai al collasso;
- a Gorizia risulta inagibile un intero piano dell’istituto carcerario e non sono stati programmati i necessari lavori, così come a Venezia e a Vicenza, dove la capacità ricettiva è ridotta a 50 unità;
- a Pinerolo (Torino), il carcere è chiuso da dieci anni ma è stata individuata l’area ove costruirne uno nuovo;
- a Revere (Mantova), dopo 17 anni dall’inizio dei lavori di costruzione, il carcere con capienza da 90 detenuti (costo stimato: 5 miliardi di lire) è ancora incompleto. Non solo, i lavori sono fermi dal 2000 e i locali, costati più di 2,5 milioni di euro, sono già stati saccheggiati;
- l’istituto carcerario di Codigoro (Ferrara) che, nel 2001, dopo lunghi lavori, sembrava pronto all'uso, è ad oggi ancora chiuso;
- a Pescia (Pistoia), il Ministero ha soppresso la casa mandamentale;
- a Pontremoli (Massa-Carrara), il locale istituto femminile, inaugurato nel 1993, con capienza pari a 30 detenute, è attualmente chiuso;
- ad Ancona Barcaglione, il penitenziario da 180 posti inaugurato nel 2005, nonostante le spese di mantenimento della struttura vuota ammontassero a mezzo milione di euro all'anno, gli ospiti non sono mai stati più di 20 e i dipendenti 50;
- in Abruzzo, nel penitenziario di San Valentino (Pescara), costruito da 15 anni, non ha alloggiato nessun detenuto. Nella struttura vagano solo cani, pecore e mucche;
- in Campania, l’istituto di Gragnano (Napoli) è stato inaugurato e chiuso a causa di una semplice frana; lo stesso è accaduto a Frigento (Benevento);
- in Puglia, oltre a Minervino Murge (Bari), struttura mai entrata in funzione, c'è il caso di Casamassima (Bari), carcere mandamentale condannato all'oblio da un decreto del Dipartimento;
- a Monopoli (Bari), nell'ex carcere mai inaugurato, non ci sono detenuti ma sfrattati che hanno occupato abusivamente le celle abbandonate da 30 anni;
- ad Altamura (Bari), si aspetta ancora l'inaugurazione di una delle tre sezioni dell’istituto;
- non sono state mai aperte le strutture mandamentali di Volturara Appula (Foggia), 45 posti, incompiuto, e Castelnuovo della Daunia (Foggia), arredato da 15 anni;
- Accadia (Foggia), penitenziario consegnato nel 1993, ora del Comune, è inutilizzato;
- a Bovino, è presente una struttura da 120 posti, già pronta, chiusa da sempre come ad Orsara, nella stessa provincia di Foggia;
- l’istituto di Irsina (Matera), costato 3,5 miliardi di lire negli anni '80, ha funzionato soltanto un anno ed oggi è un deposito del Comune;
- gli istituti di Mileto (Vibo Valentia) e di Squillace (Catanzaro) sono stati ristrutturati e poi chiusi. In quello di Cropani (Catanzaro), abita solo un custode comunale. Gli istituti di Arena (Vibo Valentia), Soriano Calabro (Vibo Valentia), Petilia Policastro (Crotone) e Cropalati (Cosenza) sono stati soppressi;
- a Gela (Caltanissetta) esiste un penitenziario enorme, nuovissimo e mai aperto;
- a Villalba (Caltanissetta), 20 anni fa è stato inaugurato un istituto per 140 detenuti, costato all'epoca 8 miliardi di lire, e che dal 1990 è stato chiuso e recentemente tramutato in centro polifunzionale;
- il carcere di Licata (Agrigento) è completato, ma non essendo stato collaudato è ad oggi inutilizzato;
- ad Agrigento, sei sole detenute occupano i 100 posti della sezione femminile.
Ciò malgrado il Governo progetta la costruzione di nuovi istituti penitenziari stanziando addirittura 500 milioni di euro con la "finanziaria 2010" chiedendo ulteriori fondi all'Unione Europea con apposita proposta divenuta anche oggetto di una risoluzione dell’Europarlamento.Tale disastrosa situazione è stata denunciata più volte dal sindacato della Polizia penitenziaria .La semplice e, soprattutto, notevolmente meno onerosa ristrutturazione degli edifici già presenti sul territorio risulterebbe attuabile sicuramente in tempi brevissimi se confrontati con quelli necessari alla costruzione ex novo di carceri, contribuendo così alla realizzazione della tanto perseguita razionalizzazione del sistema penitenziario, punto programmatico di Governo.

Partito per gli operatori della sicurezza e della difesa

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sabato, gennaio 09, 2010

CARCERI: OSAPP, SUICIDI INACCETTABILI ANCHE ALLO SPIELBERG


"Avevamo gia' detto che il 2010 sarebbe stato peggio del 2009 per il sistema penitenziario in generale e per le morti in carcere in particolare e, purtroppo, siamo stati una facile Cassandra". Ad affermarlo e' il segretario generale dell'O.S.A.P.P. Leo Beneduci che aggiunge: "4 suicidi in carcere in 8 giorni di cui l'ultimo oggi a Verona con modalita' gia' verificatesi nello stesso istituto, e ieri l'ennesimo a Sulmona, sarebbero troppi persino per un carcere ai tempi dello Spielberg di Silvio Pellico e come Polizia Penitenziaria, ovvero tutori della legalita' negli istituti penitenziari, non possiamo assolutamente accettare tutto questo in silenzio".


08 gennaio 2010
repubblica.it

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venerdì, gennaio 08, 2010

Quattro i detenuti suicidi dall'inizio dell'anno L'Osservatorio: "Adesso è davvero emergenza"




L'anno scorso si sono tolti la vita nelle strutture penitenziarie 72 persone. Ieri sera a poca distanza di tempo un morto a Sulmona e uno a Verona.


Nella struttura abruzzese nella stessa giornata un uomo ha tentato prima di tagliarsi le vene e poi d'impiccarsi.




SULMONA - Due detenuti si sono tolti la vita ieri a distanza di poche ore l'uno dall'altro: uno a Sulmona e un altro a Verona. Sale così a 4 il numero dei suicidi in carcere nella prima settimana dell'anno. C'è poi un altro detenuto che, sempre a Sulmona, ha tentato due volte di farla finita, prima con una lametta, con la quale ha cercato di tagliarsi le vene, poi tentando di impiccarsi. "Adesso è davvero emergenza", denuncia l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, che ricorda come l'anno scorso i suicidi in carcere siano stati "ben 72, segnando il 'massimo storico' di tutti i tempi: ma la morte (per suicidio) di due detenuti in uno stesso giorno è avvenuta solo in 4 occasioni".

Tutti gli episodi. Il primo ad essersi suicidato nella serata di ieri è stato un detenuto del supercarcere di Sulmona, in provincia dell'Aquila. Si chiamava Antonio Tammaro, aveva 28 anni ed era originario di Villa Literno, in provincia di Caserta. Il cadavere è stato scoperto in serata dagli agenti di custodia. L'uomo era sottoposto alla misura restrittiva della libertà personale per accertata pericolosità sociale.

Tammaro, che occupava una cella da solo, era tornato in carcere mercoledì dopo un permesso premio. Si è impiccato, legando le lenzuola alla grata della sua cella. Sulla vicenda il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, De Siervo, ha avviato un'inchiesta. Il detenuto è stato soccorso dagli agenti di polizia penitenziaria, che lo hanno portato all'infermeria del carcere dove poco dopo sono arrivati i sanitari del 118, ma ormai l'uomo era già morto. Oggi verrà compiuta l'autopsia.
Ma nella stessa serata ha tentato il suicidio, senza riuscirci, anche un altro detenuto, che ha prima cercato di tagliarsi le vene con una lametta, poi si è appeso con un lenzuolo al collo alla grata della cella tentando di impiccarsi. Lo hanno salvato gli agenti di polizia penitenziaria e il medico in servizio in quel momento. L'uomo infatti è stato subito soccorso e rianimato.

L'altro detenuto a suicidarsi ieri sera in carcere è Giacomo Attolini, 48 anni, pizzaiolo di origini siciliane residente a Villafranca di Verona. Attolini era in carcere dal 29 marzo scorso dopo avere sparato e ucciso a Mozzecane (Verona) Andrea Sutik, 25 anni, romena, e ferito il marito Tiberio, 23. L'uomo era stato denunciato dieci giorni prima per violenza sessuale ai carabinieri dalla giovane donna, che aveva lavorato nella sua pizzeria a Villafranca. L'uomo, ha raccontato il suo avvocato, aveva già tentato il suicidio.

La frequenza in carcere 20 volte più alta. Nel nostro paese il suicidio tra i detenuti "ha una frequenza 20 volte maggiore rispetto a quella nella cittadinanza italiana. Non dappertutto è così: anche in alcuni paesi che riteniamo meno 'democratici' e 'civili' rispetto all'Italia i suicidi tra i detenuti sono meno frequenti. In Romania, ad esempio, ci sono 40mila detenuti circa e avvengono di media 5 suicidi l'anno. In Polonia ci sono oltre 80mila detenuti e si registra un numero di suicidi che è la metà rispetto a quello dell'Italia. Negli Stati Uniti in 25 anni il numero dei detenuti suicidi si è ridotto del 70%, anche grazie al lavoro di una sezione 'ad hoc' per le carceri all'interno del Dipartimento federale per la prevenzione del suicidio".

Il tragico "record" di Sulmona. Il supercarcere di Sulmona - oltre 500 detenuti - è tragicamente conosciuto come "il carcere dei suicidi": dieci, in quidici anni. Fra i quali anche quello della direttrice del penitenziario Armida Miserere, che si tolse la vita il 19 aprile del 2003 sparandosi un colpo di pistola alla testa, e quello del sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, trovato nella sua cella il 16 agosto del 2004 soffocato da un sacchetto di plastica stretto alla gola da lacci per le scarpe. In tutti gli altri casi, i detenuti sono morti impiccati, come il giovane di Villa Literno.

Il sindacato degli agenti di custodia. Secondo il segretario del sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe, Donato Capece, i troppi suicidi in carcere sono "il frutto del sovraffollamento e delle tensioni interne. Un carcere così non esiste, è superato. Va rivista l'istituzione, creando le opportunità di recupero e potenziando la Polizia Penitenziaria, che è l'unica garante dell'incolumità fisica dei reclusi".

"Il 2010, evidentemente, comincia peggio di come è finito il 2009 - dice Eugenio Sarno della Uil penitenziari - quattro suicidi in 8 giorni sono la prova provata di un sistema non solo incapace di garantire diritti, dignità e civiltà al personale e ai detenuti ma persino incapace di tutelare la stessa vita umana". Il sindacato - che per martedì prossimo ha organizzano un sit-in di protesta di agenti davanti a Montecitorio - ritiene che la discussione delle mozioni alla Camera, tra l'11 e il 12 gennaio, sull'emergenza carceraria "potrebbe rappresentare un momento di svolta per il mondo penitenziario sempre che la politica voglia concretamente mettere mano alle criticità del sistema".

Leo Benucci, dell'Osapp - un altro importante sindacato degli agentipenitenziari - ha detto: "Avevamo già detto che il 2010 sarebbe stato peggio del 2009 per il sistema penitenziario in generale e per le morti in carcere in particolare e, purtroppo, siamo stati una facile Cassandra. Quattro suicidi in 8 giorni, di cui l'ultimo oggi a Verona con modalità già verificatesi nello stesso istituto, e ieri l'ennesimo a Sulmona, sarebbero troppi persino per un carcere ai tempi dello Spielberg di Silvio Pellico e, come Polizia Penitenziaria, non possiamo accettare tutto questo in silenzio".
08 gennaio 2010

La Repubblica

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