lunedì, maggio 25, 2009

Seminario di studio: Cittadini consapevoli, cittadini in crescita



Si terrà sabato 30 maggio, presso la Sala Accademia I, a Palazzo Ducale, il seminario dal titolo

CITTADINI CONSAPEVOLI, CITTADINI IN CRESCITA

a conclusione del corso di formazione
V.E.L.O.C.E. - Volontariato ed Educazione alla Legalità: un'Occasione da Cogliere con Entusiasmo - Percorso di formazione alla legalità e ai comportamenti della quotidianità.

Ed è veramente un grande entusiasmo quello con il quale le persone iscritte hanno partecipato alle lezioni!



Nel corso del modulo formativo è stato affrontato il tema dell'educazione alla legalità da svariati punti di vista: quello del volontariato, dei cittadini e delle istituzioni. Si sono analizzate le normative attuali, si sono descritte modalità nuove di affrontare i conflitti, come quelle della risoluzione nonviolenta e delle pratiche di facilitazione, si è parlato di giustizia riparativa e di mediazione penale.



Il seminario conclusivo si aprirà sabato pomeriggio alle ore 14.00 con il saluto del Presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli.
La giornata sarà coordinata quindi dall'Assessore al volontariato della Provincia di Lucca, Valentina Cesaretti, che introdurrà i relatori, tra cui Ilaria Vietina, Pier Giorgio Licheri e Luca Ruocco, che sono stati tra i numerosi docenti del corso.



Nella seconda parte del pomeriggio Massimiliano Andreoni parlerà dell'impegno formativo del Gruppo Volontari Carcere e, dopo il dibattito, Sergio Mura, Presidente della Delegazione Cesvot di Lucca e Silvana Giambastiani, Presidente dell'Associazione Gruppo Volontari Carcere, consegneranno ai corsisti gli attestati di partecipazione.


Volantino seminario 30 maggio 2009.pdf

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domenica, maggio 24, 2009

Grazia Mannozzi, docente di diritto penale e mediazione penale, al corso di Educazione alla Legalità.


Sabato 23 maggio si è tenuto il nono incontro del percorso di formazione di Educazione alla Legalità e ai comportamenti della quotidianità, promosso e gestito dal Gruppo Volontari Carcere.
Il tema della lezione è stato: Giustizia riparativa e giustizia penale: alternatività o complementarietà? Problemi e prospettive di pena, riparazione e recupero sociale., e la lezione è stata condotta dalla professoressa Grazia Mannozzi, professore ordinario di Diritto penale presso il Dipartimento di Diritto pubblico ed internazionale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria, sede di Como. Ha lavorato come esperto per il Consiglio d’Europa.
È autrice di numerosi saggi pubblicati anche all’estero, tra cui Razionalità e ‘giustizia’ nella commisurazione della pena (Padova 1996), La giustizia senza spada (Milano 2003) e Mediazione e diritto penale (a cura di, Milano 2004).




Si tratta di un tema certamente di grande attualità, tanto che alla lezione hanno partecipato in qualità di uditori, oltre ai corsisti, anche operatori della Casa Circondariale di Lucca e dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Lucca.
La professoressa Mannozzi, che già avevamo avuto la fortuna di conoscere nel dicembre 2006, quando la invitammo in qualità di relatrice per un convegno sulla giustizia riparativa, ha di recente pubblicato (2008) il volume La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale, in collaborazione con Camillo Davigo.
Data la sua approfondita conoscenza dei temi della giustizia riparativa e della mediazione penale, in fase di progettazione del percorso formativo abbiamo pensato di invitarla nuovamente e lei, gentilmente, ha aderito alla nostra richiesta.




La lezione è stata molto interessante, partecipata ed apprezzata da tutti i corsisti.


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«Indulto, il 73% non fa più reati»




MILANO - «L' indulto funziona, ma nessuno ci crede». Parola di Giovanni Torrente, sociologo del diritto all' Università di Torino e Aosta che ieri a un convegno nel carcere «Due Palazzi» di Padova, organizzato da Ristretti Orizzonti, ha presentato i dati di una sua ricerca: il tasso di recidiva dei detenuti che sono ricaduti nei reati è sceso al 27 per cento contro il 68 per cento dell' epoca pre-indulto. Il gruppo di lavoro di Torrente ha studiato sui dati forniti dal Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria, che costituiscono il maggior campionamento disponibile sulla sorte dei 44.944 detenuti che hanno beneficiato della misura. Tra i «rientri» dei detenuti che provenivano dal carcere (27.607) il tasso medio di recidiva è stato di circa il 27 per cento. Tra coloro che invece venivano da misure alternative come semilibertà o l' affidamento ai servizi sociali, la recidiva crolla attorno al 18 %. Per coloro che non avevano mai avuto esperienze carcerarie l' indulto ha fatto calare il tasso di recidiva a nemmeno il 12%. In pratica, nove su dieci che non erano mai andati in carcere prima, dopo l' indulto non sono più rientrati. . Rispetto alla media del 27 per cento, gli stranieri hanno mostrato un tasso di recidiva minore, del 19.80 per cento anche se, ammette il sociologo, la rivelazione degli stranieri è più complicata e il dato va ricontrollato.

Corriere della Sera, 24 maggio 2009

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lunedì, maggio 18, 2009

Grande interesse ha suscitato al Forum "Solidarietà nelle differenze" un lavoro sul carcere presentato da uno studente


Sabato 16 maggio a Palazzo Ducale si è tenuta la prima delle due giornate del Forum "Solidarietà nelle Differenze", promosso ed organizzato dalla Scuola per la Pace della Provincia di Lucca.
Nel corso della mattinata sono stati presentati numerosi lavori preparati da studenti e da intere classi delle scuole della nostra provincia.
Uno studente, Marco Rossi, della IV D del Liceo di Scienze Sociali - Istituto "N. Machiavelli" di Lucca ha presentato il lavoro "Vivere dentro", una breve analisi dello stato del nostro sistema penitenziario.


Questo lavoro è frutto di un incontro che la nostra associazione ha tenuto il 7 gennaio scorso, presso l'istituto Machiavelli, con le classi IV B e IV D e che rientra nei numerosi interventi nelle scuole superiori, iniziati nel corso del 2005 e che ci hanno portato a contatto con oltre 2000 studenti.

In questa occasione vogliamo ringraziare particolarmente Marco che ha voluto condividere con altri quello che alcuni mesi prima aveva appreso nel corso dell'incontro con i nostri operatori.


Qui potete scaricare il file del lavoro presentato al Forum.

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Innocenti Evasioni


Riceviamo e pubblichiamo volentieri una breve recensione del libro "Innocenti evasioni" a cura di Paola Rauzi e Rosanna Tognon.

Le due autrici sono volontarie dell’Associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti, nata nel 1985 per svolgere attività culturale fra i detenuti e creare un ponte fra carcere e città. Sono responsabili della biblioteca del V Raggio nel carcere di San Vittore di Milano, hanno curato e seguito questo progetto dall'ideazione alla realizzazione.

Questo libro per me è un racconto a episodi della possibilità e della capacità di sfuggire ai binari convenzionali, di affrontare problemi e situazioni con un approccio imprevisto, laterale. Ecco, il termine giusto è proprio questo: approccio laterale – e la lateralità, per me ha sempre rappresentato una metafora del cambiamento e della speranza. (Gianrico Carofiglio)

Come sopravvivere all’interno di un carcere? Con consapevole ironia le responsabili della Biblioteca del V raggio a San Vittore, Paola Rauzi e Rosanna Tognon hanno raccolto le testimonianze dei detenuti sulle loro ingegnose (e spesso segrete, o sequestrate) invenzioni carcerarie.

Dallo stendino portatile alla macchinetta per tatuaggi, dal fornello a olio all’orto in bottiglia, il manuale illustra le più sorprendenti tecniche di sopravvivenza in cella - e i migliori modi per sfruttare i piccoli spazi con risparmio e attenzione all'ambiente.

Un libro che è un modo per riflettere, senza giudizi morali né accomodanti buonismi, sulla vita e sulla capacità di adattamento dell’uomo nelle condizioni di privazioni più estreme. Perché l’acutezza e la fantasia non hanno bisogno di grandi spazi per liberarsi.


Comunicato Stampa INNOCENTI EVASIONI.doc

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domenica, maggio 17, 2009

CARCERE – Allarme sovraffollamento negli Opg; Corleone: “Vanno chiusi entro tre anni”

E’ allarme sovraffollamento e fatiscenza negli Opg (Ospedali Psichiatrico Giudiziari) italiani. A lanciare l’allarme è Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze, che ricorda che gli internati di questi centri sono passati da 1200 a 1600 nel giro degli ultimi due mesi
“Nelle condizioni attuali – ha dichiarato Corloene – gli Opg ricordano i vecchi manicomi e devono essere assolutamente chiusi. I detenuti di questi istituti dovrebbero essere indirizzati negli appositi servizi psichiatrici territoriali”.

Secondo Corloene, la situazione più drammatica ed esplosiva è quella dell’Opg di Reggio Emilia, dove gli internati sono passati in poco tempo da 180 a 280. Molto critica è anche la condizione del centro di Montelupo Fiorentino, dove si trovano 169 internati.

Franco Corleone lancia un appello ad Enrico Rossi, assessore alla sanità della Regione Toscana, affinchè si impegni ad attivare un tavolo di confronto con il governo grazie al quale, nell’arco di due o tre anni, si possa arrivare alla chiusura definitiva degli Opg.
Redattore Sociale, 15 maggio 2009

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sabato, maggio 16, 2009

CARCERE - Sollicciano esplode, Corleone annuncia lo sciopero della fame



Il carcere fiorentino contiene quasi il doppio dei detenuti previsti dalla capienza regolamentare. Il garante dei detenuti del Comune di Firenze lancia una forte protesta nei confronti delle politiche governative
“Se il carcere fiorentino di Sollicciano raggiungerà quota mille detenuti comincerò lo sciopero della fame”. Ad annunciarlo è Franco Corleone, garante dei detenuti del Comune di Firenze, in segno di protesta contro le politiche penitenziarie del Governo.
“L’istituto penitenziario di Firenze ha una capienza di 483 detenuti ma al momento ve ne sono quasi il doppio, 953 – chiarisce Corleone che, in riferimento alle condizioni degli istituti penitenziari toscani e italiani, parla di “un quadro allarmante che ha superato abbondantemente i livelli di guardia dei carcerati” e invita la Regione Toscana ad assumersi le proprie responsabilità “per richiamare il Governo a politiche diverse e non repressive”.
In Toscana il numero complessivo dei detenuti ammonta a 4085, di cui 3914 uomini e 171 donne. La capienza regolamentare, pari a 3279, è però ben al di sotto di questa cifra. “E’ opportuno essere consapevoli – aggiunge Corleone - che il sovraffollamento produce soltanto incattivimento”.


Redattore Sociale, 15 maggio 2009

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