È una bomba che rischia di scoppiare da un momento all’altro il tema degli istituti di pena in Toscana, dove nelle principali città (Firenze, Prato, Livorno e Pisa) il sovraffollamento è una regola. Lo denuncia il garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze Franco Corleone. Sovraffollato anche uno dei sei ospedali giudiziari italiani, quello di Montelupo Fiorentino (Firenze), che funziona a metà regime per inagibilità di una parte dell’istituto e che ospita, ad oggi, circa 190 detenuti. A fronte di questa situazione (case circondariali dove si trovano 863 detenuti a fronte di una tollerabilità di meno della metà), ci sono case mandamentali dove si trovano pochissimi detenuti come Empoli (che potrebbe ospitare 24 unità e ne detiene 6) e Massa Marittima (Grosseto), con una capienza di 28 e una presenza di 15. C’ è anche un istituto fantasma, quello di Pontremoli (Massa Carrara) dove non ci sono detenuti ma solo personale della polizia penitenziaria. Una situazione border line nel carcere di San Gimignano è stata denunciata da Franco Corleone, garante fiorentino per i diritti dei detenuti. Alcuni ospiti del carcere infatti gli hanno scritto denunciando violenze e una situazione "intollerabile" come la mancanza di acqua corrente dai rubinetti. "Fino a quando la regione Toscana non ratificherà la legge che prevede l’istituzione del garante regionale - ha detto Corleone - sarà impossibile intervenire in casi come quello di San Gimignano che è davvero border line". Corleone ha poi raccontato il caso di un detenuto in graduatoria per una casa popolare dal Comune di Firenze. "Per correttezza - ha detto Corleone - il detenuto ha mandato una lettera al Comune chiedendo di esser tolto dalla graduatoria proprio perché detenuto, ma di poter mantenere il punteggio. Il Comune ha preso per buona la prima parte ma non la seconda: così il detenuto è uscito e ora è costretto a dormire su un camion"
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