RACCONTI - La finestra che guarda verso il mondo

di Daniele Golinelli
E' da qui, dalla finestra che guarda verso il mondo, che ritrovo la dimensione del mio tempo, osservando la discesa di un uomo un po' stagionato nell'età, che insicuro nell'andamento, scivola da un bonsai di altopiano coperto da ciuffetti di erba irregolari e si immette nel sentiero largo e rivestito di asfalto, nell'incontro con una mamma sorridente nel sistemare il parasole del passeggino, nel suo riflesso sul viso del bambino, ancora ignaro del suo destino. E io da qui, a domandarmi il perchè del mio stesso destino, mentre l'acqua scorrendo nel fiume si fa portare dalla corrente uscendo dall'ansa là in fondo, accostando nell'illusione ottica la torretta invasa sui torrioni dai gabbiani, i quali la sorvolano, prendendo la rincorsa per poi lanciarsi verso il greto stesso, fendendo il vento nell'apertura delle ali che si richiudono a tempo per dare equilibrio al proprio corpo. Tutto scorre in me più o meno svelto, ora non fisso nulla, mi lascio andare anch'io ed ecco il mio tempo caratterizzato dalla mancanza di situazioni a cui attaccarsi, i miei pensieri restano annebbiati, disegnano espressioni vaghe e piacevoli e poi si allontanano e subito li dimentico. Anche gli avvenimenti che caratterizzano questo tempo inerme li lascio scorrere, li vedo sorgere all'improvviso da persone che mi affiancano, che parlano e poi incuranti se ne vanno, sono storie senza capo ne coda, senza pretese. Riprendo il pensiero e riprovo la considerazione di essere un meticcio, ho sangue misto in me, quello di donna dolce e sensibile e quello di uomo dal carattere forte e sicuro di se e il mio comportamento si alterna nella sembianza dell'uno e dell'altro secondo le circostanze...
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[dal di dentro]
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